«Il nostro sarà un PS più proattivo e un po’ meno diplomatico»

Intervista

I consiglieri nazionali (ZH e AG) Mattea Meyer e Cédric Wermuth sul Ticino, i premi di cassa malati, il futuro delle pensioni e i rapporti con l’Europa - A meno di clamorosi colpi di scena, i due saranno eletti sabato a copresidenti del Partito socialista, sostituendo Christian Levrat

«Il nostro sarà un PS più proattivo e un po’ meno diplomatico»
© Keystone/Laurent Gillieron

«Il nostro sarà un PS più proattivo e un po’ meno diplomatico»

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Alle ultime elezioni federali il PS non ha brillato: quasi 17% (-2%). Dite di voler «ottenere molto di più» alle prossime. Come?

Meyer: «Viviamo un risveglio politico, con lo sciopero femminile, quello per il clima, il movimento anti-razzista... Diventa chiaro che la politica progressista non si fa solo a Palazzo federale. Vorremmo dare patria politica a questi movimenti. Vogliamo aiutare a creare un mondo in cui al centro ci sono le persone e non il profitto».

Wermuth: «La sinistra è anche cresciuta. Pensiamo all’elezione agli Stati di Marina Carobbio e alla votazione del 27 settembre. Da tanto non avevamo più così tanto successo».

Parlando di sciopero per il clima: i Verdi vi fanno evidentemente concorrenza.

Meyer: «La crescita dei Verdi ha comportato un’unione ancora più forte delle nostre...

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