Il pacchetto da 20 miliardi da Berna

Pandemia

La Confederazione stanzia i crediti per le PMI colpite dall’emergenza coronavirus - Più margine di manovra per le banche - Ecco il pacchetto finanziario

Il pacchetto da 20 miliardi da Berna
©CdT/Archivio

Il pacchetto da 20 miliardi da Berna

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Le piccole e medie imprese (PMI) potranno ottenere da domani accesso ai crediti per sopperire alla mancanza di risorse dovuta al coronavirus. Il Consiglio federale oggi ha licenziato un’ordinanza di necessità, che comprende un programma per fronteggiare una carenza di liquidità nell’ordine di 20 miliardi di franchi.

La misura è stata presentata oggi ai media a Berna dal consigliere federale e ministro delle finanze Ueli Maurer. Le richieste di credito, garantite dalla Confederazione, dovranno essere presentate preferibilmente alla propria banca. Il necessario modulo si trova sul sito web covid19.easygov.swiss.

Mauer, espressosi alla fine della seduta straordinaria odierna dell’esecutivo, ha ricordato che già venerdì il Consiglio federale ha presentato un «ampio pacchetto di misure» per arginare le conseguenze economiche della pandemia.

Trovato un compromesso

Secondo Maurer si è dovuto trovare un compromesso tra le richieste dell’economia e quelle della piazza finanziaria. L’ordinanza è stata adottata almeno fino al 19 aprile, nel frattempo si valuterà la situazione e il da farsi dopo questa scadenza.

Alle decine di migliaia di PMI elvetiche, anche alle più giovani, vengono ora messi a disposizione crediti transitori per riuscire a coprire i loro costi fissi correnti più urgenti, malgrado le perdite di fatturato dovute al Covid-19. A ciò si aggiungono i provvedimenti già decisi nell’ambito del lavoro ridotto e dell’indennità di perdita di guadagno generata dal virus per la copertura dei salari.

Maurer esclude abusi

Il capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha ringraziato le 300 banche elvetiche per la collaborazione in tempi così stretti: «Tutte le persone coinvolte hanno lavorato al ritmo di 18 ore al giorno». Un abuso «è praticamente da escludere», ha rassicurato il ministro, dicendosi convinto che chi investe tutto nella propria azienda non cerca di imbrogliare lo Stato. Sono possibili multe fino a 100’000 franchi.

L’ordinanza concernente la concessione di crediti e fideiussioni solidali prevede che le società colpite possano chiedere ai rispettivi istituti di riferimento prestiti corrispondenti fino massimo al 10% del loro volume d’affari o a 20 milioni di franchi. Bisognerà soddisfare dei criteri minimi, dichiarando di aver effettivamente subito un buco sostanziale a causa del virus.

Prestiti a tasso zero

«I crediti fino a 500’000 franchi saranno garantiti al 100% dalla Confederazione e saranno a tasso zero», ha affermato Maurer, aggiungendo che verranno erogati rapidamente, senza lungaggini burocratiche.

I crediti transitori d’importo superiore al mezzo milione sono invece garantiti da Berna all’85%, mentre il restante 15% è a carico della banca che li emette. Possono raggiungere i 20 milioni, ma presuppongono un esame più approfondito. Per il mutuo coperto dalla Confederazione, il tasso d’interesse è dello 0,5%.

Prestiti anche da PostFinance

Inoltre, come già emerso ieri, poiché molte PMI dispongono soltanto di un conto PostFinance, anche quest’ultimo istituto potrà fornire prestiti fino a 500’000 franchi. Si tratta di una misura limitata nel tempo che non esime PostFinance dal divieto generale di rilasciare crediti.

Maurer si è detto consapevole che l’attuale pacchetto non è la soluzione definitiva. Anche le preoccupazioni delle aziende più grandi sono sul radar del Consiglio federale: le società con un fatturato superiore ai 500 milioni sono infatti escluse dal programma reso noto oggi.

Per le banche più margine di manovra

Per superare l’attuale difficile momento per l’economia, la Banca nazionale svizzera (BNS) intende facilitare l’accesso al finanziamento per le aziende mediante la creazione un apposito strumento denominato BNS-COVID-19 SRC.

Questo strumento, attivo dal 26 marzo, è stato messo a punto assieme alla Confederazione e all’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e si propone di rafforzare l’approvvigionamento creditizio dell’economia svizzera attraverso l’immissione di nuova liquidità nel sistema bancario.

L’SRC non è soggetto a limiti di importo e prevede la possibilità di effettuare prelievi in qualsiasi momento, si legge in una nota odierna dell’istituto di emissione.

Il meccanismo soggiacente a questo strumento è legato alle fideiussioni rilasciate dalla Confederazione a garanzia dei prestiti alle imprese: esso consente alle banche di ottenere liquidità dalla BNS contro cessione dei crediti garantiti dalla Confederazione.

L’istituto centrale permette così alle banche di aumentare in modo rapido e importante la concessione di crediti e di disporre al contempo della necessaria liquidità. L’interesse applicato a queste operazioni di rifinanziamento corrisponde al tasso guida BNS.

Nel quadro dell’SRC la Banca nazionale può anche operazioni di rifinanziamento aggiuntive per fornire al sistema bancario ulteriore liquidità in caso di necessità.

Affinché le disposizioni regolamentari vengano adeguate alla mutata situazione, la Banca nazionale ha inoltre proposto al Consiglio federale, dopo consultazione con la FINMA, di azzerare da subito il coefficiente del cuscinetto anticiclico di capitale. Questo provvedimento mira a rafforzare ulteriormente le banche nel loro ruolo fondamentale di concessione del credito.

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