«Il pass è uno strumento di libertà: I paletti etici restano chiari»

l’intervista

L’ipotesi di un’estensione del certificato COVID ha fatto capolino nelle dichiarazioni di Christof Berger – In che modo la commissione nazionale di etica e la task force COVID-19 stanno affrontando la questione? Dal punto di vista etico quali sono le condizioni per l’impiego del pass sanitario e di una sua eventuale estensione? Lo abbiamo chiesto alla vicepresidente della task force COVID-19 Samia Hurst

 «Il pass è uno strumento di libertà: I paletti etici restano chiari»
All’interno dei nostri confini il certificato COVID attualmente è d’obbligo per partecipare agli eventi con più di 1000 persone. © cdt/chiara zocchetti

«Il pass è uno strumento di libertà: I paletti etici restano chiari»

All’interno dei nostri confini il certificato COVID attualmente è d’obbligo per partecipare agli eventi con più di 1000 persone. © cdt/chiara zocchetti

Francia e Italia hanno deciso di introdurre l’obbligo del green pass per bar e ristoranti al chiuso, musei, piscine e manifestazioni sportive. In Svizzera l’ipotesi di un’estensione del certificato COVID anche per le piccole manifestazioni è stata ventilata dal presidente della commissione federale per le vaccinazioni in caso di un aumento dei contagi. Questa discussione come sta evolvendo in seno alla task force Covid-19?

«Non credo che in Svizzera si possa parlare di una reale estensione dell’uso del certificato COVID. L’ipotesi di introdurre questo strumento per attività come bar, ristoranti, cinema e centri fitness era già contemplata dal Consiglio federale a maggio, quando lo stesso Governo ha presentato il suo sistema “a semaforo”. Dal punto di vista etico, le condizioni per il suo impiego...

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