«Il PPD può guardare con fiducia al futuro»

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Lo ha dichiarato davanti ai delegati del suo partito riuniti a Langenthal, il presidente Gerhard Pfister: «Dopo l’esito delle elezioni il centro è ancora più importante»

«Il PPD può guardare con fiducia al futuro»
© KEYSTONE/Georgios Kefalas

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Ci sono tutti i motivi per guardare alla prossima legislatura con fiducia. Lo ha dichiarato oggi davanti ai delegati del suo partito riuniti a Langenthal, il presidente del PPD, Gerhard Pfister.

Nel corso della riunione, i delegati hanno poi accolto l’idea di estendere la norma antirazzismo alle esternazioni omofobe e respinto l’iniziativa sugli alloggi, tutti oggetti in votazione il prossimo 9 di febbraio.

«Dopo le elezioni il centro politico è ancora più importante»
Grazie al risultato stabile del nostro partito alle ultime elezioni, nei prossimi quattro anni ci saranno maggioranze solo grazie al PPD, ha dichiarato. Il PPD deve approfittare di questa costellazione, ha aggiunto il consigliere nazionale di Zugo. Tuttavia non dobbiamo solo accontentarci di fare da ago della bilancia, bensì vogliamo portare avanti la nostra politica e ottenere risultati.

I nuovi equilibri politici derivanti dalle recenti elezioni - con l’avanzata dei Verdi e dei Verdi liberali, n.d.r. - hanno maggiormente responsabilizzato il centro politico, chiamato a presentare soluzioni.

Secondo Pfister, ad approfittare di questa situazione sarebbe la Svizzera intera. Anzi, a suo dire ogni Paese trarrebbe beneficio da una politica di centro. Una politica al tempo equilibrata e pragmatica.

La Svizzera ha bisogno di una forza capace di riunire attorno a sé maggioranze, perché il successo della Svizzera è la sua coesione. Il centro politico, e con esso il PPD, ha il compito di preservare questa coesione, ha sottolineato il presidente dei democristiani.

Pfister ha annunciato che il PPD «si adopererà costantemente per il mantenimento degli accordi bilaterali», per una «legge efficace sul CO2», per l’abolizione della penalizzazione fiscale del matrimonio e per l’AVS.

Norma antirazzismo estesa a omofobia
Per quanto riguarda i due oggetti in votazione il prossimo 9 di febbraio, i delegati hanno chiaramente respinto l’iniziativa popolare «Più abitazioni a prezzi accessibili» per 117 voti a 29 e 4 astensioni. Hanno invece raccomandato al popolo, per 125 voti a 18 e 8 astensioni, di approvare la modifica del Codice penale e del Codice penale militare riguardante la discriminazione e l’incitamento all’odio basati sull’orientamento sessuale.

Le Camere federali - dando seguito a un’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Mathias Reynard (PS/VS) - avevano deciso di sanzionare penalmente le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, modificando l’articolo 261bis del Codice penale. Quest’ultimo consente attualmente di punire esclusivamente la discriminazione di una persona per la sua razza, etnia o religione, ma non per il fatto di essere vittima di esternazioni omofobe.

Secondo i delegati PPD, un’estensione della norma antirazzismo alle esternazioni omofobe non restringe in maniera eccessiva la libertà di espressione e di coscienza come invece denunciato dal comitato referendario, composto principalmente di politici dell’Unione democratica federale (UDF).

Secondo i contrari, infatti, la nozione di «orientamento sessuale» è troppo vaga: i divieti di pensiero e di espressione non hanno inoltre mai avuto effetto positivo durevole in una società libera.

Alloggi, «iniziativa irrealistica»
Per quanto riguarda l’iniziativa sugli alloggi, il testo prevede che il 10% dei nuovi edifici siano di proprietà di enti pubblici. Altro aspetto importante: l’autorità federale dovrebbe assicurare che i risanamenti non comportino «la perdita d’abitazioni a pigione moderata».

Il governo si era già dichiarato contrario all’iniziativa, proponendo al contempo un credito di 250 milioni di franchi a favore dell’edilizia abitativa di utilità pubblica. Il Consiglio federale aveva definito gli obiettivi e gli strumenti richiesti dal testo dell’Associazione svizzera inquilini (ASI) non realistici né conformi alle esigenze di mercato

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