Il settore orologiero ritrova la fiducia

Industria

Nonostante le incertezze c’è ottimismo sulla forza di ripresa delle esportazioni

Il settore orologiero ritrova la fiducia
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L’industria orologiera svizzera è ottimista sulla forza della ripresa delle esportazioni: nei primi nove mesi del 2021 queste ultime sono progredite del 40,5% su base annua. La dinamica «post-pandemica», tuttavia, non interessa tutti gli attori del settore allo stesso modo.

Con quasi 16,1 miliardi di franchi tra gennaio e settembre, il valore delle esportazioni ha superato dell’1% quello registrato nel 2019, prima dello scoppio della pandemia di coronavirus.

«È ancora difficile valutare la portata della ripresa», ha però detto oggi a Delémont Jean-Daniel Pasche, presidente della Federazione dell’industria orologiera svizzera (FH), in occasione della giornata dell’associazione di categoria a cui hanno presenziato circa 150 partecipanti.

Per i prossimi mesi, Jean-Daniel Pasche si aspetta che l’attuale dinamica di recupero continui, sperando che i turisti asiatici tornino in Svizzera. Il record delle esportazioni - registrato nel 2014 con 22,2 miliardi di franchi - è stato avvicinato nel 2019 (21,7 miliardi) e l’obiettivo del settore è di tornare presto a questi numeri.

Regna l’incertezza in diversi ambiti

Cina e Stati Uniti, al momento, sono le due locomotive che stanno caratterizzando la ripresa, ha aggiunto Pasche, ricordando anche i buoni risultati provenienti da Hong Kong. I principali mercati europei invece non sono ancora tornati ai livelli pre-pandemia. Pure il calo costante del volume degli orologi esportati (-27,1% nei primi nove mesi del 2021, rispetto al 2019) continua a preoccupare il settore, ha ribadito il presidente di FH.

Attualmente a regnare è l’incertezza, sia per quanto riguarda la pandemia, sia per gli equilibri geopolitici: il presidente della Federazione cita ad esempio il conflitto commerciale tra Pechino e Washington. L’obiettivo dell’organizzazione è anche di dare battaglia alle contraffazioni.

Fortunatamente, Pasche non ha ricevuto alcun feedback su possibili carenze di materiali, a differenza di altri settori, in un contesto di forte domanda internazionale. «A priori, la produzione orologiera non è interessata», ha detto il manager, che ha iniziato il suo ultimo mandato come presidente della FH.

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