Il sorvegliante federale: «La SECO divulghi l’elenco delle armi esportate»

Materiale bellico

Secondo l’incaricato della protezione dei dati e della trasparenza l’interesse pubblico rispetto all’informazione è preponderante rispetto al rispetto del riserbo dei produttori

Il sorvegliante federale: «La SECO divulghi l’elenco delle armi esportate»
CDT/Archivio

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La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) dovrebbe consegnare a un giornalista l’elenco relativo al materiale bellico esportato da produttori svizzeri. È il parere di Adrian Lobsiger, l’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, secondo cui l’interesse pubblico è preponderante rispetto alla volontà delle aziende di mantenere il riserbo.

Nel maggio dello scorso anno, un giornalista ha chiesto alla SECO di fornire una lista delle esportazioni autorizzate suddivise per categoria e valore, afferma Mister Dati sulla propria pagina web. Il cronista aveva basato la sua domanda sulla Legge sulla trasparenza (LTras).

A essere interessati sono il materiale bellico e altre attrezzature militari speciali nel periodo fra il 2015 e il 2018. Le società coinvolte si sono opposte, ma Lobsiger contesta tale resistenza. A suo avviso, i loro nomi non appartengono alla categoria che richiede una particolare protezione dei dati. Peraltro, la necessità di tutelare sotto questo punto di vista le imprese è inferiore a quanto accade per le persone fisiche.

Stando a Lobsiger, non tutte le divulgazioni di dati portano a una violazione della privacy. Conseguenze minori o semplicemente spiacevoli non bastano a giustificare un interesse privato prevalente. In poche parole, è vero che la pubblicazione di un elenco del genere può avere ripercussioni negative per le aziende nell’immediato (per esempio un’aumentata esposizione mediatica), ma questo non è sufficiente a negare l’accesso.

Per Mister Dati il nome di una società e il tipo di materiale bellico non possono essere considerati segreti d’affari. È per di più difficile immaginare come i produttori pensino di mantenere nell’ombra il ruolo di esportatori e la propria gamma considerando il fatto che ogni anno si tengono fiere a tema bellico e simili, dove le stesse aziende offrono la loro merce.

Per quel che concerne un ipotetico danno d’immagine, Lobsiger rileva che l’export con licenza viene effettuato in conformità ai requisiti di legge e che l’attività commerciale si basa su una libera e consapevole scelta imprenditoriale. Nonostante ciò, vi è da ricordare che la SECO, nell’agosto 2016, ha respinto una richiesta identica a quella attuale ma incentrata sul 2014.

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