«In caso di emergenza si dovranno effettuare scelte dolorose»

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L’Accademia svizzera delle scienze mediche e la Società svizzera di medicina intensiva hanno pubblicato oggi linee guida comuni per le decisioni riguardanti il triage dei pazienti in terapia intensiva

«In caso di emergenza si dovranno effettuare scelte dolorose»
© Repubblica e Cantone Ticino/Elizabeth La Rosa

«In caso di emergenza si dovranno effettuare scelte dolorose»

© Repubblica e Cantone Ticino/Elizabeth La Rosa

L’Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) e la Società svizzera di medicina intensiva (SSMI) hanno pubblicato oggi linee guida comuni per le decisioni riguardanti il triage dei pazienti in terapia intensiva. Questo documento integra le linee guida «Misure di terapia intensiva» sviluppate dall’ASSM nel 2013.

Finché sono disponibili risorse sufficienti, tutti i pazienti che necessitano di cure intensive vengono ricoverati e trattati secondo criteri stabiliti. Se si verifica una situazione di emergenza con un gran numero di pazienti gravemente malati, è necessario prendere decisioni di razionamento, scrive l’ASSM in un comunicato. Una tale situazione aumenta enormemente la pressione sul personale medico. È quindi tanto più importante che in tutta la Svizzera vengano applicati criteri analoghi per l’ammissione e il trattamento in terapia intensiva. I pazienti affetti da Covid-19 e altri pazienti che necessitano di cure intensive sono trattati secondo gli stessi criteri.

Se, a causa di un sovraccarico totale delle capacità, si dovessero respingere pazienti che necessitano di terapia intensiva, la prognosi a breve termine è da ritenersi il fattore decisivo per il triage, sottolinea l’ASSM.

I pazienti la cui prognosi è di una favorevole dimissione dall’ospedale grazie alla terapia intensiva, ma che non l’avrebbero se fossero curati in altri reparti, hanno la massima priorità, precisa la nota. L’età di per sé non è un criterio da prendere in considerazione e neppure il sesso, il luogo di residenza, la nazionalità, l’appartenenza religiosa, lo stato sociale, quello assicurativo e neppure, infine, un’eventuale malattia cronica preesistente.

Tuttavia, l’età è da prendere in considerazione indirettamente nel criterio della «prognosi a breve termine», poiché le persone anziane soffrono più spesso di comorbilità. Infine, secondo l’ASSM, non dovrebbero essere applicati altri criteri menzionati nella letteratura come ad esempio «primo arrivato, meglio servito» e non bisognerebbe dare precedenza alle persone di «alto valore sociale».

Quando si devono prendere decisioni riguardanti il triage dei pazienti, è importante mantenere la fiducia anche nelle circostanze più difficili. Per questo motivo è importante che criteri di razionamento oggettivi e processi equi siano sempre applicati in modo trasparente, conclude l’Accademia.

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