«In Svizzera si potrà sciare, ma con regole di protezione precise»

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Dopo la chiusura annunciata delle stazioni sciistiche in molti paesi d’Europa, il consigliere federale Alain Berset rassicura: «La stagione è salva, a patto di contenere i rischi» – Il vaccino potrebbe arrivare a inizio dell’anno prossimo e sarà «gratuito» e «non obbligatorio» – Lukas Engelberger: «Atteniamoci alle linee guida, altrimenti ci andrà di mezzo il Natale»

«In Svizzera si potrà sciare, ma con regole di protezione precise»
© Shutterstock

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Questa mattina il capo del Dipartimento federale dell’Interno Alain Berset ha incontrato i rappresentanti dei Cantoni per discutere del dossier caldo delle stazioni sciistiche. Germania, Italia e Francia, infatti, vorrebbero che gli impianti sciistici non venissero aperti prima di gennaio e stanno proponendo all’Europa di proseguire una linea comune in questo senso. La Svizzera si allineerà alla volontà delle altre nazioni? Per rispondere a questa domanda è stata indetta una conferenza stampa da Berna a cui presenzieranno il consigliere federale Alain Berset e il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità Lukas Engelberger.

LA DIRETTA

Numeri in calo, ma attenzione alle festività

Il primo a prendere la parola è stato il consigliere federale Alain Berset che ha ricordato, come di consueto, i dati odierni relativi alla situazione epidemiologica in Svizzera. La pandemia continua a correre, ma «abbiamo notato che i numeri sono in calo da tre settimane. Le misure funzionano e lo si può notare soprattutto nella Svizzera romanda, ma in alcuni cantoni tedeschi i numeri sono invece in aumento», ha detto Berset, invitando la popolazione a non abbassare la guardia nonostante questi primi segnali positivi. «La strategia svizzera, che si basa sull’autodisciplina, la responsabilità individuale e la ragionevolezza funziona - ha rilevato -, possiamo tenere sotto controllo la pandemia e avere comunque una vita normale».

Con la vicinanza alle festività natalizie, Berset ha rimarcato che le prossime settimane non saranno facili da affrontare, ricordando il caso canadese che ha portato ancora una volta a un’impennata di casi. Le misure a livello federale rimarranno in vigore e i Cantoni potrebbero adottare ulteriori misure. Inoltre, il Consiglio federale discuterà un pacchetto di misure ad hoc per il periodo natalizio e i mesi invernali.

Stazioni sciistiche aperte

Il consigliere federale ha poi rivolto lo sguardo al dossier delle stazioni sciistiche. «È una sfida per la Svizzera, dato che i comprensori sciistici dei Paesi circostanti rameranno chiusi durante il periodo natalizio», ha rilevato, aggiungendo che la volontà della Confederazione è chiara, ma necessita di chiari piani di protezione.

«Il vaccino all’inizio dell’anno prossimo»

Toccata anche la questione vaccini, che secondo il consigliere federale dovrebbero arrivare a gennaio o verso la fine di febbraio dell’anno prossimo: «La Svizzera ha cambiato marcia sulla tematica, l’autorità di rilascio delle licenze Swissmedic continuerà a lavorare anche durante le festività per non perdere tempo». Il nostro Paese riceverà i vaccini contemporaneamente al Canada e all’Unione europea. Tuttavia, «il vaccino deve essere efficace e sicuro - ha rilevato Berset - non ci saranno vaccinazioni obbligatorie e sarà probabilmente gratuito». Il consigliere federale si è detto anche «scettico» sui test di massa per la loro efficacia, invitando la popolazione a continuare ad effettuare i test anche al primo segnale di un piccolo sintomo. «La vaccinazione sta arrivando, ma dovremmo affrontare questo inverno senza», conclude.

Guardia alta per la terza ondata

La parola è poi passata a Lukas Engelberger che ha sottolineato il buon andamento della situazione epidemiologica nel Paese, ma mette in guardia: «La situazione è ancora grave - ha detto -, troppe persone potrebbero essere ancora infette, l’economia deve capire che non è ancora arrivato il momento per un allentamento generale. Se non riapriamo tutto adesso è anche per non trovarci in seguito di fronte a una terza ondata di COVID-19». Facendo eco a Berset, anche Engelberger si dice contrario alla vaccinazione obbligatoria e che probabilmente «non sarà nemmeno necessaria». «Penso che molte persone vorrebbero essere vaccinate, per questo motivo Confederazione e Cantoni hanno intenzione di condividere i costi». Il consigliere di Stato basilese ha infine rivolto un appello alla popolazione: «Per favore siate prudenti, anche durante il Black Friday. Se non siamo prudenti oggi, potremmo pagarlo a caro prezzo a Natale».

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