Indennità di perdita di guadagno fino a fine anno

PANDEMIA

Il Consiglio federale ha deciso le modifiche all’ordinanza nella sua seduta odierna – A partire dal 1° luglio 2021 gli importi potranno essere calcolati sulla base del reddito indicato nella decisione di tassazione fiscale per il 2019 – Più aiuti anche per i casi di rigore

Indennità di perdita di guadagno fino a fine anno
© CdT/Archivio

Indennità di perdita di guadagno fino a fine anno

© CdT/Archivio

Il Consiglio federale ha prorogato dal 30 giugno al 31 dicembre 2021 la durata di validità delle disposizioni di ordinanza relative all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. Questo va di pari passo con la proroga delle basi giuridiche della legge COVID-19 decisa dal Parlamento. Poiché per certe categorie il diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus può essere fatto valere soltanto retroattivamente, le richieste di prestazioni potranno essere presentate fino al 31 marzo 2022.

Inoltre, a partire dal 1° luglio 2021 le future indennità di perdita di guadagno per il coronavirus potranno essere calcolate sulla base del reddito indicato nella decisione di tassazione fiscale per il 2019, se ciò è più vantaggioso per l’assicurato. Questa modifica d’ordinanza - scirve l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali - giunge nel momento in cui un numero crescente di persone interessate ha ricevuto la decisione di tassazione definitiva per il 2019.

Finora le indennità di perdita di guadagno sono state calcolate in linea di principio sulla base del reddito dell’attività lucrativa soggetto all’AVS conseguito nel 2019 e preso in considerazione per la fissazione dei contributi d’acconto per lo stesso anno.

Adeguamenti anche ai casi di rigore

Nella seduta del 18 giugno 2021 il Consiglio federale ha pure deciso di apportare adeguamenti mirati all’ordinanza COVID-19 casi di rigore, che permetteranno di accordare alle imprese duramente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia un sostegno più elevato. Dato però che i Cantoni hanno necessità molto diverse, l’Esecutivo aumenta in primo luogo il limite massimo fissato per i contributi a fondo perso a favore delle piccole imprese con un calo importante della cifra d’affari. In secondo luogo, mette a disposizione dei Cantoni 300 milioni di franchi dalla «riserva del Consiglio federale» al fine di fornire alle imprese particolarmente colpite un sostegno complementare.

Aumento del limite massimo: per le imprese con una cifra d’affari annuale fino a 5 milioni di franchi, che registrano un calo della cifra d’affari di oltre il 70 per cento, il limite massimo fissato per i contributi a fondo perso è aumentato dal 20 al 30 percento della cifra d’affari annuale e al massimo a 1,5 milioni di franchi. In questo modo, viene creata anche per le piccole imprese una regola per i casi di rigore analoga a quella già applicata alle imprese con una cifra d’affari superiore a 5 milioni di franchi (regola «per i casi di rigore tra i casi di rigore»).

Attribuzione della riserva del Consiglio federale: in virtù dell’articolo 12 capoverso 2 della legge COVID-19, il Consiglio federale può versare contributi supplementari ai Cantoni particolarmente colpiti, a sostegno dei provvedimenti per i casi di rigore da questi adottati, senza che siano tenuti a partecipare al finanziamento dei relativi costi. A tal fine è stata costituita una «riserva» di 1 miliardo di franchi. L’Esecutivo ha deciso di ripartire una prima tranche di 300 milioni tra i Cantoni, affinché questi possano tenere conto delle esigenze specifiche delle imprese situate sul loro territorio. Nell’utilizzare questi contributi supplementari, i Cantoni possono derogare a singole disposizioni dell’ordinanza COVID-19 casi di rigore. Dispongono di un margine di manovra maggiore in particolare nel fissare i limiti massimi e nel calcolare gli aiuti. Hanno inoltre la possibilità di impiegare i contributi supplementari della Confederazione per finanziare le prestazioni preliminari che hanno fornito tra il 1° marzo 2020 e il 25 settembre 2020. Possono altresì sostenere le imprese che hanno già percepito un aiuto finanziario settoriale COVID-19, a condizione però che tale aiuto sia inferiore a un aiuto per i casi di rigore secondo il diritto previgente. I Cantoni possono decidere come impiegare, nei limiti delle condizioni quadro legali, i contributi supplementari.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1