Innalzamento del lago al Grimsel? «Il Cantone adatti le norme»

tribunale federale

I giudici di Mon-Repos hanno sabilito che la realizzazione delle due dighe per aumentare la capacità idroelettrica dello specchio d’acqua non può essere autorizzato senza una modifica del Piano direttore cantonale

Innalzamento del lago al Grimsel? «Il Cantone adatti le norme»
©Wikicommons

Innalzamento del lago al Grimsel? «Il Cantone adatti le norme»

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L’innalzamento delle due dighe che consentirebbe di aumentare la capacità idroelettrica del Grimselsee (BE), nei pressi del passo omonimo, non può essere autorizzato senza previa modifica del piano direttore cantonale. Il Tribunale federale (TF) accoglie il ricorso di due organizzazioni ambientaliste e rinvia il dossier al Consiglio di Stato bernese.

L’esecutivo dovrà chiarire diversi punti in sospeso relativi alle due dighe. La domanda di estensione e di adeguamento della concessione idroelettrica è stata presentata nel 2010 dalla società elettrica Oberhasli (KWO).

Con una sentenza del 4 novembre pubblicata oggi, il TF accoglie i ricorsi di Aqua Viva e Fondazione svizzera della Greina. Data la sua rilevanza, l’estensione delle dighe deve essere ancorata nel piano direttore cantonale. A questo livello, non è stata ancora effettuata una ponderazione completa degli interessi tra l’aumento della capacità del bacino artificiale e la protezione della natura e del paesaggio.

Sito di importanza nazionale

La prima Corte di diritto pubblico del TF indica che il progetto, che può essere considerato di interesse nazionale ai sensi della legge federale sull’energia (LEne), potrebbe giustificare un danno per la regione Berner Hochalpen und Aletsch-Bietschhorn (BE/VS, che comprende il territorio tra la Jungfrau e la sponda sinistra del ghiacciaio dell’Aletsch). La zona è inclusa nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d’importanza nazionale (IFP).

I giudici di Losanna indicano però che il ritiro del ghiacciaio dell’Unteraar, al margine del lago, non è stato finora preso in considerazione come potenziale origine di una zona golenale d’importanza nazionale. Analogamente, anche il progetto di una nuova centrale elettrica nella regione del Trift (BE), pochi chilometri a nord, deve essere incluso nelle riflessioni.

Interesse pubblico

Il ruolo del piano regolatore cantonale è quello di coordinare i due progetti, che hanno entrambi un impatto ambientale significativo nella stessa area, aggiungono i giudici supremi. Si deve quindi decidere se è nell’interesse pubblico realizzarli entrambi, completarne uno solo o abbandonarli del tutto.

Per quanto riguarda l’innalzamento delle dighe del Grimselsee e la loro messa in funzione, il TF constata che non sono ancora state fissate le scadenze previste dalla legge. Se questi termini non possono essere determinati, la concessione di una licenza è esclusa.

Reazioni divergenti

L’azienda KWO ha in programma di innalzare le dighe di 23 metri, aumentando la capacità del bacino da 75 milioni a 170 milioni di metri cubi d’acqua. L’energia immagazzinata verrebbe così aumentata di 240 gigawattora (GWh).

In un comunicato diramato oggi esprime delusione per la decisione della massima autorità giudiziaria, ma saluta il fatto che il TF abbia riconosciuto di interesse nazionale il progetto di ampliamento del bacino artificiale.

Soddisfazione per la sentenza è invece manifestata da Aqua Viva e Fondazione svizzera della Greina. A loro avviso il TF ha bloccato i progetti di costruzione delle dighe, impedendo così la distruzione di preziosi habitat in un paesaggio alpino protetto a vario titolo, si legge in una nota.

Altre organizzazioni ambientaliste, come il WWF, l’anno scorso hanno rinunciato al ricorso contro la decisione del Tribunale amministrativo cantonale bernese a favore del progetto. Nel 2017 il TF, quando si è espresso sulla questione centrale della definizione del perimetro della torbiera al Grimselsee, si era pronunciato almeno indirettamente a favore dell’innalzamento delle dighe. Per questo motivo, il WWF sostenne all’epoca che non avrebbe avuto senso continuare la lotta legale.

Il progetto è già approdato più volte al TF. Alla base dei dossier vi è il fatto che gli interessi della protezione della natura e del paesaggio e di quelli della produzione di energie rinnovabili sono in conflitto.

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