«Insegnamento a distanza va migliorato»

covid 19

Il sindacato romando degli insegnanti ha denunciato alcuni problemi, quali connessioni sovraccaricate, mancanza di materiale e comunicazioni ufficiali tardive a seguito della chiusura delle scuole

«Insegnamento a distanza va migliorato»
Ti-Press/Alessandro Crinari

«Insegnamento a distanza va migliorato»

Ti-Press/Alessandro Crinari

Connessioni sovraccariche, mancanza di materiale informatico, cattiva connessione a Internet, comunicazioni ufficiali tardive: sono solo alcuni dei problemi denunciati oggi dal Sindacato romando degli insegnanti (Syndicat des enseignants romands, SER) riguardanti l’insegnamento a distanza, introdotto in seguito alla chiusura delle scuole a causa dell’epidemia di coronavirus.

Oltre a ciò, si aggiungono la difficoltà di gestire l’insegnamento degli allievi in contemporanea col telelavoro, l’assenza di spazi negli appartamenti e i costi supplementari. Per questo il SER si appella alle autorità affinché migliorino il coordinamento al fine di consentire a tutte le famiglie la fruizione dell’insegnamento a distanza imposto dall’attuale situazione.

Qualora l’attuale situazione dovesse prolungarsi oltre le vacanze di Pasqua, il SER chiede alle autorità di coinvolgere le associazioni professionali affinché sia garantita l’uguaglianza delle opportunità e la gratuità della scuola pubblica come previsto dalla legge.

A detta del sindacato vanno definiti orari giornalieri o settimanali. Il numero di ore di insegnamento va ridotto per consentire alle famiglie di conciliare attività professionale, vita famigliare e sostegno scolastico ai figli.

Le piattaforme cantonali di scambio andrebbero inoltre rese accessibili a tutti gli insegnanti in modo che quest’ultimi possano attingere quanto potrebbe far loro comodo per svolgere il lavoro. I genitori andrebbero inoltre informati sul tempo che i loro figli devono trascorre davanti allo schermo. Regole chiare devono inoltre essere adottate circa le valutazioni e gli esami.

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