L’app non viene scaricata «per paura di essere sorvegliati»

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Sarebbe questo, secondo uno studio internazionale condotto dalla Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo, il principale aspetto a frenare i download del mezzo per limitare i contagi da COVID-19 - Al secondo e terzo posto la mancanza d’interesse e l’idea che si tratti di uno strumento poco utile

L’app non viene scaricata «per paura di essere sorvegliati»
© Keystone/Laurent Gillieron

L’app non viene scaricata «per paura di essere sorvegliati»

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In primis la paura di essere sorvegliati, ma anche un certo scetticismo riguardo all’utilità o semplice disinteresse. Sono queste, secondo un nuovo studio condotto in tre Paesi fra cui la Svizzera, le motivazioni principali di chi sceglie di non installare le applicazioni che allertano in merito a un potenziale contagio da coronavirus.

La ricerca è a firma della Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW) che, oltre agli svizzeri, ha interrogato nel mese di settembre cittadini tedeschi e austriaci. Coinvolgendo oltre 3000 persone, il sondaggio puntava a indagare sugli aspetti che frenano la popolazione dallo scaricare app per smartphone in grado di segnalare possibili contatti con individui infetti.

Ne è emerso che i timori in materia di protezione dei dati sono la ragione più frequente che spinge a non installare le app anti-COVID sul proprio telefono. Ad averlo affermato è il 32% degli svizzeri, il 31% dei tedeschi e il 38% degli austriaci. Un quinto degli intervistati con passaporto elvetico ritiene persino che la pandemia possa essere sfruttata in modo improprio a fini di sorveglianza.

Restando nella Confederazione, sul podio delle giustificazioni finiscono anche la mancanza di interesse (31%) e la percezione che si tratti di uno strumento poco utile (26%). «Le persone che non scaricano l’app sembrano dare più importanza alla propria sensibilità che ai vantaggi personali e sociali», commenta, citata in una nota odierna, l’autrice dello studio Caroline Brüesch.

Al contrario, chi utilizza le app di contact tracing cita le campagne delle autorità e la copertura mediatica come mezzo di convinzione. Generalmente si tratta di persone che hanno grande fiducia nel governo o nelle autorità sanitarie.

In ogni caso la Svizzera, almeno stando al sondaggio, esce bene dal raffronto internazionale in termini di percentuale di installazione dell’app fra la popolazione. Il 46% dei partecipanti che abitano nella Confederazione hanno infatti effettuato il download, un tasso superiore a quello dei vicini di casa tedeschi (38%) e soprattutto austriaci (18%).

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