L’atomo continua a farla da padrone nella produzione di elettricità

Energie rinnovabili

La fornitura di energia nucleare è aumentata tra il 2017 e il 2018 (dal 15,1 a 17,3%), ma è sempre più di provenienza svizzera (dal 93,6 al 99,8%)

L’atomo continua a farla da padrone nella produzione di elettricità

L’atomo continua a farla da padrone nella produzione di elettricità

La maggior parte dell’energia elettrica fornita nel 2018 nella Confederazione è da attribuire alle grandi centrali idroelettriche, ma le centrali nucleari rimangono al momento una fonte importante dell’approvvigionamento. Tuttavia, il mix di produzione non coincide con quello di distribuzione evidenziando grandi differenze nell’importazione e nell’esportazione di energia da e per l’estero.

Stando ai dati pubblicati oggi dall’Ufficio federale dell’energia (UFE), emerge che la fornitura di energia nucleare è aumentata tra il 2017 e il 2018 (dal 15,1 a 17,3%), ma è sempre più di provenienza svizzera (dal 93,6 al 99,8%).

In progressione anche l’energia fornita dalle grandi centrali idroelettriche (dal 60,5 al 66%), ma la quota di origine svizzera è in diminuzione (dll’80 al 76%), indica l’UFE in una nota.

Per quanto riguarda la produzione (e non il consumo), i valori variano notevolmente: la forza idrica (55,4%) fa sempre la parte del leone, ma è anche elevata la quota del nucleare (36,1%), a differenza di energie rinnovabili (6%) e vettori fossili (2,8%).

«Ai consumatori finali non è fornita solamente energia elettrica prodotta in Svizzera: il nostro Paese intrattiene infatti intensi scambi commerciali con l’estero, esportando e importando energia», sottolinea l’UFE, spiegando perché il mix di produzione svizzero non coincide con la composizione media dell’elettricità fornita.

Energie rinnovabili

Il 7,85% dell’elettricità fornita deriva dalle energie rinnovabili, definite come fotovoltaico, eolico, biomassa e piccole centrali idroelettriche. L’anno precedente la percentuale si attestava al 7,2%. «Di questa quota, il 91% circa è stato prodotto in Svizzera e circa tre quarti della produzione sono stati incentivati mediante il Sistema di rimunerazione per l’immissione di elettricità (SRI)», precisa l’UFE.

Circa il 6% dell’energia fornita è invece di origine sconosciuta, aggiunge l’UFE. Questa «energia grigia» è però consentita solo fino a quest’anno, poiché in seguito sarà in vigore l’obbligo generale di dichiarazione della provenienza, ad esempio per il carbone proveniente dall’estero.

Uno studio comparativo con l’Unione europea condotto dalla Fondazione svizzera dell’energia (Schweizerische Energie-Stiftung, SES) mostra che la Svizzera è in forte ritardo rispetto ai Paesi limitrofi, in particolare per quanto riguarda l’energia solare ed eolica. La Confederazione si è piazzata al 25. posto su 28 paesi considerati.

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