L’esercito mobilita nuove truppe

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Koch: «Quella sulla telefonia è un’analisi retrospettiva, non sorvegliamo nessuno» - Nuovo punto stampa per aggiornare la popolazione sulla situazione relativa al coronavirus in Svizzera - LA DIRETTA DA BERNA

L’esercito mobilita nuove truppe
©KEYSTONE/Alessandro della Valle

L’esercito mobilita nuove truppe

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Nuovo punto stampa a Berna, oggi alle 14, per aggiornare la popolazione sulla situazione relativa al coronavirus nel Paese.

All’incontro, sono presenti rappresentati del Dipartimento federale degli affari esteri, del Dipartimento federale di giustizia e polizia, del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport, del Dipartimento federale delle finanze, della SECO e dell’Ufficio federale della sanità pubblica.

I partecipanti sono:

- Daniel Koch, capo del Dipartimento Malattie trasmissibili dell’UFSP, EDI

- Johannes Matyassy, direttore della Direzione consolare DFA

- Christoph Flury, vicedirettore dell’Ufficio federale della protezione della popolazione DDPS

- Raynald Droz, brigadiere, capo di Stato Maggiore, Comando operativo DDPS

- Barbara Büschi, vicedirettrice della Segreteria di Stato per la migrazione DFGP

- Susanne Kuster, vicedirettrice dell’Ufficio federale di giustizia DFGP

- Boris Zürcher, capo della Direzione del lavoro SECO, WBF

- Erik Jakob, capo della Direzione della promozione della sede SECO, WBF

- Martin Godel, vicedirettore per la promozione della sede SECO, WBF

- Michael Manz, capo della Divisione sistema finanziario e mercati finanziari, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, DFF

LA DIRETTA

Il capo della Divisione malattie trasmissibili Daniel Koch, ha iniziato spiegando l’iniziativa riguardante la telefonia mobile: «Abbiamo deciso di chiedere a Swisscom di compiere un’analisi retrospettiva sui movimenti dei telefoni cellulari in Svizzera, nel passato, sulle piazze pubbliche. Si tratta di capire come sono cambiati i movimenti, non è una questione di sorveglianza: non si tracciano i movimenti di nessuno e non possiamo vedere la situazione in tempo reale». L’analisi, ha fatto sapere Koch, sarà fatta paragonando i periodi precedenti l’entrata in vigore delle misure contro il coronavirus, con gli spostamenti successivi ai provvedimenti.

Koch ha poi ricordato i numeri riguardanti i contagi da coronavirus nel Paese: 10.714 contagi e 161 decessi, di cui 59 nelle ultime 24 ore. «Vi sono delle variazioni delle cifre notevoli, ma sono legate soprattutto ai metodi di trasmissione dei dati e non alla trasmissione del virus nella popolazione. Serviranno dati più a lungo termine per analizzare la curva del contagio e nei prossimi giorni proporremo un’analisi sull’andamento del contagio».

Rimpatriate 1400 persone

Johannes Matyassy ha spiegato le fasi e l’organizzazione dei rimpatri dei turisti svizzeri dall’estero. «Finora - ha detto - sono stati organizzati e sono arrivati in Svizzera 5 voli che hanno riportato a casa circa 1400 persone che si trovavano all’estero. Ne arriveranno circa altre 2’500 nei prossimi giorni con ulteriori voli. Per gli svizzeri all’estero per i quali non è previsto un rimpatrio vi sarà un supporto da parte delle ambasciate».

Protezione civile in supporto alle strutture sanitarie

Christoph Flury, dal canto suo ha spiegato che con la crisi del coronavirus la Protezione civile ha messo in campo circa 5500 uomini, impegnati soprattutto nei cantoni romandi e in Ticino. «Anche nella Svizzera tedesca l’impegno sta diventando sempre più importante», ha detto. «In particolare l’impegno consiste nel supporto al sistema sanitario, con un aiuto nella gestione dei malati che si annunciano nelle strutture di assistenza sanitaria».

Mobilitate altre truppe dell’esercito

Il brigadiere Raynald Droz, dal canto suo ha spiegato che dal punto di vista dell’esercito sono giunte 249 domande di prestazioni. «Secondo le proiezioni abbiamo capito che era ora di mobilitare nuove truppe e lo abbiamo fatto. Alle 13.30 è entrata in servizio la prima compagnia sanitaria, e ce ne saranno altre 3 che entreranno in servizio sabato. Ci saranno poi gli ex militari sanitari, che hanno fatto il servizio in blocco, ma che abbiamo la possibilità di richiamare». Questi ultimi saranno arruolati nei quattro battaglioni ospedalieri già attivi nelle diverse regioni. Attualmente l’esercito ha mobilitato 3’800-4’000 persone, ovvero tutto il personale sanitario disponibile. Ora i vertici sono alla ricerca di militi con formazione sanitaria anche in altri settori dell’Esercito.

Lavoro ridotto per un terzo dei ticinesi

Zürcher, per la SECO, ha spiegato che in Svizzera hanno chiesto accesso al lavoro ridotto 42mila imprese, l’11% della popolazione è attualmente in regime di disoccupazione parziale. In Ticino si parla del 34% della popolazione. Dal 15 marzo il numero di disoccupati è aumentato di 12mila persone, ha spiegato la SECO. La speranza è che le facilitazioni d’accesso al lavoro ridotto e i crediti ponte permettano alle aziende di non ricorrere a licenziamenti.

Mascherine, ma non sono consigliate per tutti

Il fabbisogno di mascherine oggi in Svizzera, si aggira intorno a 1-2 milioni di pezzi al giorno. Koch ha precisato che ad oggi le misure intraprese non prevedono che tutti le indossino, ma sono raccomandate solo per il personale sanitario e i malati.

Le cifre non sono ancora interpretabili

Le cifre ticinesi, come quelle svizzere, ha spiegato Koch, al momento non sono ancora interpretabili. «Bisognerà aspettare una stabilità, per qualche giorno consecutivo, serve essere molto prudenti e attendere almeno una settimana prima di azzardarsi a indicare una tendenza».

L’immunità della popolazione

«L’efficacia dell’immunità di gregge è una ipotesi scientifica - ha spiegato Koch rispondendo alla domanda di una giornalista - ma eticamente è impensabile di mettere a rischio la popolazione per raggiungere una tale immunità».

Test per sapere se si è immuni

«Stiamo cercando di ottenere dei test sierologici - ha aggiunto Koch -. Questi permettono di analizzare gli anticorpi presenti nel sangue e di capire se un individuo ha contratto la covid-19 e se è quindi immune. Speriamo di riuscire ad ottenerli presto».

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