«L’esercito non può contare tutti i giorni di servizio»

Emergenza

Lo ha detto la consigliera federale Viola Amherd in un’intervista al Blick riferendosi alle ore di servizio prestate in questo periodo

«L’esercito non può contare tutti i giorni di servizio»
© CdT/Gabriele Putzu

«L’esercito non può contare tutti i giorni di servizio»

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Ai militi impegnati nella lotta al coronavirus non possono essere accreditati tutti i giorni di servizio. Lo ha dichiarato la consigliera federale Viola Amherd in un’intervista sull’edizione odierna del «Blick».

Al giornale svizzerotedesco, la ministra della difesa ha spiegato che, se agisse diversamente, l’esercito non potrebbe assicurare il proprio sostegno durante una successiva ondata dell’epidemia oppure se dovesse verificarsi un altro incidente. Perlomeno, ha aggiunto la vallesana, è certo che chi è attualmente in servizio non dovrà seguire nessun corso di ripetizione quest’anno.

Al momento, sono stati mobilitati circa 5000 soldati per combattere il Covid-19. Una decisione del governo prevede un contingente massimo di 8000. Tra le altre cose, le truppe sostengono gli ospedali dei vari cantoni, le forze di polizia e le guardie di confine.

Interrogato dall’agenzia Keystone-ATS, il portavoce delle forze armate Stefan Hofer ha affermato che ai militi verranno accreditati tutti i giorni di servizio previsti per quest’anno. Quelli in eccesso saranno invece a fondo perduto.

Ciò è conforme alla legge militare, ha specificato. Hofer ha ricordato che, alla prossima occasione, la decisione dell’esecutivo riguardo l’impiego delle truppe dovrà essere retroattivamente approvata dal Parlamento.

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