L’ex giornalista Dunand condannato per pubblica intimidazione e calunnia

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L’ex caporedattore di «24 heures» è stato sanzionato con 150 aliquote giornaliere di 60 franchi per aver erroneamente accusato il gruppo edile Orllati di non rispettare le norme di protezione dell’ambiente e di aver provocato estesi inquinamenti - Aveva accusato inoltre le autorità cantonali di aver chiuso un occhio sulla questione, in particolare l’allora responsabile del Dipartimento del territorio Jacqueline de Quattro

L’ex giornalista Dunand condannato per pubblica intimidazione e calunnia
© Keystone/Laurent Gillieron

L’ex giornalista Dunand condannato per pubblica intimidazione e calunnia

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Il tribunale di polizia di Losanna oggi ha condannato l’ex giornalista Fabien Dunand a una pena pecuniaria di 9000 franchi per pubblica intimidazione e calunnia, in particolare contro la ex consigliera di Stato Jacqueline de Quattro, ora consigliera nazionale del PLR.

Dunand, ex caporedattore di «24 heures» e attualmente consulente nella comunicazione, è stato sanzionato con 150 aliquote giornaliere di 60 franchi per aver erroneamente accusato a più riprese, alla fine del 2016 e negli anni seguenti, il gruppo edile Orllati di non rispettare le norme di protezione dell’ambiente e di aver provocato estesi inquinamenti. Ad esempio la falda freatica a Bioley-Orjulaz, piccolo villaggio e situato presso una riserva naturale a una dozzina di chilometri a nord di Losanna. In questo ambito l’ex giornalista aveva sostenuto che le autorità cantonali avevano chiuso un occhio, in particolare la allora responsabile del Dipartimento del territorio e dell’ambiente Jacqueline de Quattro.

Sia il gruppo edile sia la consigliera di Stato lo avevano denunciato per diffamazione e calunnia. E Dunan, condannato per decreto d’accusa in agosto, aveva fatto ricorso. Ora il Tribunale di polizia gli ha inflitto la stessa pena stabilita in precedenza dalla procura ma non concedendogli la condizionale. L’imputato, che non ha ancora deciso se impugnerà il verdetto, è anche stato condannato a pagare le spese legali: oltre 15’000 franchi per de Quattro e oltre 12’000 per il gruppo edile.

Per la corte, le condizioni per concedere la sospensione della pena non erano soddisfatte, poiché l’accusato è rimasto «irriducibile a qualsiasi comprensione della natura illegale delle sue azioni», anche all’udienza. Ha inoltre mostrato «un comportamento reiterato», nonché «deplorevole, indegno di un ex giornalista della sua levatura e di un uomo intelligente», ha detto il presidente del tribunale, Pierre Bruttin.

Il magistrato ha essenzialmente rimproverato all’ex giornalista di aver diffuso false accuse, basate su analisi parziali effettuate in un pozzo lontano dalle case e senza fare alcuna verifica. Alla fine del 2016 e all’inizio del 2017, Fabien Dunand ha inviato lettere anonime ai media e ai funzionari eletti con «un tono veemente e categorico», atto ad allarmare la popolazione e danneggiare la reputazione delle autorità cantonali. Come ex giornalista investigativo era «perfettamente in grado di agire diversamente». «E lo ha fatto solo per volontà di nuocere», ha aggiunto Pierre Bruttin.

Riguardo al reato di calunnia, una cosa è criticare il comportamento di un politico, un’altra è dire che non fa altro che mentire, ha sottolineato il presidente del tribunale riferendosi alle «ripetute accuse» contro il gruppo Orllati e Jacqueline de Quattro, che ha voluto far passare per «una politica corrotta».

Fabien Dunand, da parte sua, sostiene di aver agito solo con l’intenzione di lanciare l’allarme. Il suo avvocato, Elie Elkaim, aveva chiesto l’assoluzione. Un appello è possibile entro dieci giorni.

L’avvocato della de Quattro, François Roux, oggi ha detto che la sua cliente è «soddisfatta» del risultato, dopo tutto quello che ha dovuto sopportare negli ultimi quattro anni e mezzo. All’inizio del processo, lunedì, la ex consigliera di Stato aveva detto alla corte di essersi sentita mobbizzata e insultata. Aveva chiesto le scuse di Dunand e che la smettesse di «avvelenarle l’esistenza» e distruggere la sua reputazione.

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