L’Olma di San Gallo vittima del coronavirus

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La più famosa fiera aperta al pubblico in Svizzera che ogni anno attira più di 300 mila visitatore non avrà luogo

L’Olma di San Gallo vittima del coronavirus
© KEYSTONE/Gian Ehrenzeller

L’Olma di San Gallo vittima del coronavirus

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Il coronavirus fa un’altra vittima illustre. Si tratta dell’Olma di San Gallo, la più famosa fiera aperta al pubblico in Svizzera che ogni anno attira più di 300’000 visitatori. Quest’autunno la manifestazione non si terrà. Lo hanno comunicato oggi gli organizzatori.

Nelle ultime settimane i responsabili hanno esaminato diversi scenari e alternative per l’organizzazione della Olma, la fiera svizzera dell’agricoltura e dell’alimentazione. Dalla valutazione delle opportunità e dei rischi è emerso che non è possibile organizzare un’edizione di successo.

Avrebbero comunque voluto attendere il 24 giugno, quando il Consiglio federale comunicherà la sua decisione concernente le manifestazioni tra 300 e 1000 persone. Ma il Consiglio di amministrazione dell’evento ha tagliato la testa al toro e annunciato oggi l’annullamento della fiera, che era in agenda dall’8 al 18 ottobre.

Due i motivi: da un lato, la realizzazione di una fiera di queste dimensione richiede tempi di organizzazione e pianificazione di diversi mesi, dall’altro durante un evento di questo genere è praticamente impossibile attuare le regole di distanziamento sociale previste.

Durante gli undici giorni dell’edizione 2019 l’Olma ha attirato ben 363.000 visitatori che hanno frequentato gli oltre 600 stand distribuiti su un’area di 50mila metri quadri. Per tradizione i punti salienti della manifestazione sono la corsa dei maialini e la sfilata del cantone ospite: quest’anno avrebbe dovuto essere Sciaffusa.

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