L’OSCE non conferma lo svizzero Greminger

Diplomazia

Gli ambasciatori dei 57 Stati membri non hanno trovato un accordo per il ruolo di segretario generale dell’Organizzazione

L’OSCE non conferma lo svizzero Greminger
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Il segretario generale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il 57.enne svizzero Thomas Greminger, non è stato riconfermato per un ulteriore mandato. Gli ambasciatori dei 57 Stati membri dell’organizzazione, incontratisi ieri, non hanno trovato un accordo.

L’OSCE ha confermato oggi a Keystone-ATS una notizia in tal senso diffusa dalla testate del gruppo CH Medien. Il mandato del diplomatico elvetico scadrà il 18 di luglio.

Alla riunione di ieri avrebbero dovuto essere prolungati sia il mandato di Greminger, sia quello di altri tre alti funzionari dell’OSCE. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha sostenuto di essersi impegnato affinché tutte le persone venissero confermate al loro posto.

Ma a nulla sono serviti gli interventi in Svizzera e all’estero delle autorità elvetiche, interventi che hanno visto coinvolti la presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, il capo della diplomazia elvetica, Ignazio Cassis, i Segretari di stato Krystyna Marty Lang e Roberto Balzaretti, nonché ambasciatori e ambasciatrici.

Già alle ultime elezioni, nel 2017, ci sono volute settimane per trovare un consenso. Una persona in particolare, il socialista francese Harlem Désir, destinato al settore della libertà della stampa, era inviso ai Russi, poiché considerato da quest’ultimi troppo a sinistra e troppo critico.

Stando ai giornali e siti che fanno capo a CH Medien, anche questa volta la persona di Désir è stata al centro dello scontro. L’Azerbaigian si è opposto alla proroga del suo mandato, ciò che avrebbe provocato una catena di veti incrociati.

Stando ai media, la Francia, il Canada, la Norvegia e l’Islanda si sarebbero espressi contro il prolungamento del mandato di Greminger. Questa decisione viene interpretata come una reazione al veto posto su Harlem Désir.

Gli Stati membri dell’organizzazione avranno tempo fino al 18 di settembre per nominare i candidati. È probabile che la situazione di sbloccherà in dicembre.

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