L’UFSP chiede prudenza: «È presto per cantar vittoria»

lotta alla pandemia

Nel corso del tradizionale incontro coi media gli esperti della Confederazione hanno ribadito che nonostante una tendenza alla stabilizzazione, la situazione rimane «sfavorevole» e nelle prossime settimane potremmo assistere a un aumento di casi e ricoveri

L’UFSP chiede prudenza: «È presto per cantar vittoria»
© EPA/DAN HIMBRECHTS

L’UFSP chiede prudenza: «È presto per cantar vittoria»

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La situazione sul fronte pandemico è relativamente buona, con una tendenza alla stabilizzazione, ma nelle prossime settimane potremmo assistere anche a un aumento delle infezioni e dei ricoveri. Per questo è importante vaccinarsi, ha dichiarato oggi, nel corso del tradizionale incontro coi media, Patrick Mathys, dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Insomma, la situazione, nonostante qualche schiarita, rimane «sfavorevole».

Per Mathys, la situazione generale a livello di infezioni registra differenze anche importanti tra i Cantoni. Il numero di contagi è sceso, ma anche la velocità di tale diminuzione. Tutto lascia supporre che si stia andando verso una stabilizzazione, anche se a un livello relativamente alto, come mostrano altresì le analisi delle acque reflue.

Attualmente il virus circola soprattutto tra le persone tra i 10 e i 19 anni: con la fine delle vacanze scolastiche d’autunno e una maggiore presenza di persone in locali chiusi, potremmo assistere a un incremento della trasmissione del virus. Per questo la prudenza è d’obbligo, ha messo in guardia il capo della sezione gestione delle crisi e collaborazione internazionale all’UFSP.

Vaccinazione è antidoto migliore

Va notato, ha aggiunto l’alto funzionario, che il virus circola di meno laddove il tasso di vaccinazione è più elevato (il grafico proiettato mostra, tra i cantoni «virtuosi», il Ticino e Soletta). Per questo rimane decisiva la vaccinazione: attualmente il 65% della popolazione ha ricevuto almeno una dose e il 61% è completamente immunizzato. Al momento, assistiamo a un’accelerazione delle vaccinazioni, con una media di 30 mila inoculazioni al giorno, ma il livello di persone immunizzate è ancora troppo basso.

Tra l’altro, ha ribadito Mathys, nel 90% dei casi la vaccinazione protegge da un ricovero. La maggior parte delle persone all’ospedale non è stata infatti vaccinata. Attualmente, l’età mediana dei ricoverati è di 55 anni, ciò significa che la metà delle persone che si ammalato in maniera anche seria è più giovane

A indurre l’UFSP alla prudenza è anche la situazione negli ospedali: al momento le condizioni a livello di cure intense rimangono tese col 17% dei letti occupati e una media di età di 57 anni. Tra gli aspetti positivi: il numero di decessi rimane basso, anche se con una tendenza alla stabilizzazione.

Attenzione a test farlocchi

Nel suo intervento, la vicepresidente dell’associazione dei medici cantonali, Linda Nartey, ha ricordato che da lunedì i test anticovid sono a pagamento, in particolare per coloro che non hanno sintomi. A tale riguardo, sono disponibili sul mercato test a prezzi molto bassi: varie fonti - Cantoni e popolazione - fanno tuttavia stato di procedure non proprio corrette.

Per questo motivo, i Cantoni sorvegliano da vicino gli offerenti privati, affinché i fruitori possano fare affidamento su test affidabili, eseguiti da personale formato, evitando in questo modo di propagare ulteriormente il virus. Ciò vale anche per il rilascio di certificati. I cantoni possono intervenire per togliere l’autorizzazione qualora emergano problemi.

Nartey ha rammentato che la presenza di un professionista della salute, cioè un medico, un farmacista o un tecnico di laboratorio, è necessaria durante i test nasali. Questo non è sempre il caso, come hanno dimostrato i controlli. I cantoni esigeranno innanzitutto delle spiegazioni per queste carenze, prima di chiudere eventualmente gli stabilimenti.

Per quanto riguarda la vaccinazione, Linda Nartey ha sottolineato che diversi prodotti sono ormai a disposizione. È disponibile anche il vaccino Johnson & Johnson ma la richiesta di questo preparato è ancora molto limitata. Per quanto attiene a una terza dose di richiamo, Mathys ha dichiarato che il tema è allo studio dell’UFSP, ma che bisognerà ancora attendere per una decisione.

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