La carne di animali selvatici è pericolosa anche da noi?

Il decodificatore

Wuhan ne ha vietato il consumo per una durata di cinque anni - Sarebbe possibile la diffusione di un virus o di malattie a partire dalla selvaggina nostrana?

La carne di animali selvatici è pericolosa anche da noi?
Un pangolino. L’animale è considerato vettore di passaggio del virus all’uomo. © WWF INDIA

La carne di animali selvatici è pericolosa anche da noi?

Un pangolino. L’animale è considerato vettore di passaggio del virus all’uomo. © WWF INDIA

Wuhan ha appena vietato la caccia e il consumo di carne di animali selvatici per cinque anni. Gli studi sulle origini del contagio da coronavirus nell’uomo hanno individuato il pipistrello e il pangolino quali possibili fonti animali del virus. Il pangolino sarebbe l’ospite intermedio da cui il virus avrebbe fatto il salto di specie arrivando all’uomo. In gennaio l’indice era stato puntato su due specie di serpenti, anche queste considerate prelibatezze vendute nei mercati di animali vivi di Wuhan.

Chi l’ha scoperto

L’ipotesi si basa sulla ricerca condotta in Cina da Shen Yongyi e Xiao Lihua, della South China Agricultural University (di Guangzhou) che ha confrontato sequenze genetiche di coronavirus prelevate dal pangolino e dall’uomo, rilevando che sarebbero sovrapponibili per il 99%. L’ipotesi è plausibile, ma «la cautela è d’obbligo», rileva la rivista Nature.

I wet market

Secondo il sito di WWF Svizzera nei wet market «si commercia frutta, verdura, pesce, frutti di mare, carne da allevamento o preveniente da animali selvatici. Vi si trovano anche animali vivi o macellati poco prima che le loro carni siano messe in vendita. Animali vivi e morti delle specie più disparate come ad esempio maiali, polli, pipistrelli, folidoti (pangolini), zibetti e cani sono qui esposti e costretti in spazi angusti».

Perché sono pericolosi

In un articolo online del 24 aprile sul sito del WWF, Doris Calegari, responsabile per la protezione delle specie del WWF Svizzera spiega che «la stretta coesistenza tra l’uomo e gli animali di ogni specie, stressati, sfiniti e talvolta malati, offre le condizioni ideali per il proliferare di virus che spesso sono altamente mutabili. La possibilità di contagio tra gli animali e da animale a uomo è estremamente elevata. Le condizioni spesso poco igieniche favoriscono ulteriormente le trasmissioni. Non di rado, gli animali selvatici vengono catturati in natura e messi in vendita (...) senza essere sottoposti a controlli veterinari».

E da noi?

Da noi non esistono wet market e non si vende carne di pipistrello o pangolino. Ma la caccia ad animali selvatici è diffusa. Pericoli come quelli partiti dalla Cina non sembrano possibili anzitutto perché gli animali catturati non vivono nelle condizioni dei wet market. Inoltre esiste una rigida normativa sui controlli della carne: «Il cacciatore – si legge nel fascicolo curato dai veterinari federali ‘Igiene della carne di selvaggina e alterazioni degli organi negli ungulati’ - deve avere delle conoscenze di base in merito alle malattie della selvaggina e riconoscere i comportamenti anomali della selvaggina e le alterazioni alle carcasse e agli organi». E deve notificare gli animali malati e feriti al guardacaccia e in caso di sospetto di un’epizoozia «annunciarlo immediatamente al veterinario ufficiale». Le Epizoozie sono malattie trasmesse da un animale all’altro, come l’influenza aviaria o la peste suina. Le Zoonosi sono malattie infettive trasmissibili dall’animale all’uomo come la rabbia, la tubercolosi, la tularemia e l’echinococcosi.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1