La Città di Calvino cambia faccia in attesa del summit

Verso il summit

A Ginevra, tra filo spinato e turisti, è quasi tutto pronto per il tête-à-tête fra il presidente statunitense Joe Biden e quello russo Vladimir Putin

La Città di Calvino cambia faccia in attesa del summit
Il Jet d’eau di Ginevra, simbolo della Città, ormai «accerchiato» dal filo spinato.

La Città di Calvino cambia faccia in attesa del summit

Il Jet d’eau di Ginevra, simbolo della Città, ormai «accerchiato» dal filo spinato.

Ginevra sta decisamente cambiando faccia. A due giorni dall’atteso tête-à-tête tra il presidente statunitense Joe Biden e quello russo Vladimir Putin, in queste ore gli addetti ai lavori stanno apportando gli ultimi ritocchi alle varie strutture della Città di Calvino che accoglieranno i due «super-ospiti». Contrariamente alle aspettative, però, non è il famoso quartiere delle Nazioni Unite a essere addobbato a festa (o se preferite militarizzato) per l’occasione. Anzi. Al nostro arrivo a Place des Nations, dove appunto ha sede l’ONU, in piazza - oltre alle classiche fontane e alla celebre «broken chair» dedicata alle vittime delle mine anti uomo - ci sono più turisti in cerca di refrigerio che lobbisti o sherpa delle delegazioni diplomatiche. Qui, dove ha sede il «Centre Média» che organizza l’evento, dopo il test antigenico di rito e una mezz’ora di attesa, assieme a decine e decine di altri colleghi prendiamo l’accredito per accedere alle sale stampa che accoglieranno gli oltre mille giornalisti attesi a Ginevra per seguire l’evento.

Place des Nations con la famosa «broken chair»
Place des Nations con la famosa «broken chair»

Come detto, però, la vera «azione» del summit tra i due leader si terrà altrove, a qualche chilometro di distanza, sull’altra sponda del Lemano. Sulla riva destra la vita a Ginevra va avanti come un giorno qualsiasi, con tanti turisti che passeggiano e si godono la tanto attesa estate. Sulla riva sinistra, invece, superato il Pont du Mont Blanc, a farla da padrone è il filo spinato posato in questi giorni dalle forze dell’ordine. All’altezza della «Maison Royale» spunta anche qualche targa nera dell’esercito svizzero. Qui si sono appostati e, ben nascosti dietro alle barriere e al filo spinato, hanno posizionato quello che ha tutta l’aria di essere un centro di comunicazione con diverse antenne e radar che spuntano dietro la recinzione. Ovviamente, i cartelli che ricordano a turisti (e giornalisti) che è vietato fotografare il sito militare sono un po’ ovunque. Poco più in là, sempre in riva al lago, c’è l’altro «Centre Média», alla cui entrata già oggi il dispositivo di sicurezza non aveva niente da invidiare a un piccolo aeroporto. All’interno della recintata «cittadella dei media» le televisioni di tutto il mondo stanno già posizionando le loro telecamere, ben puntate al di là della strada, su Villa La Grange, la residenza dove Biden e Putin avranno il loro faccia a faccia. La Villa, per ovvi motivi, è blindata da già venerdì scorso. Impensabile anche solo entrare a dare un’occhiata allo splendido parco che fa da cornice all’abitazione risalente al XVIII Secolo.

Questo, però, è solo l’antipasto. Domani è previsto l’incontro tra il presidente USA e il presidente della Confederazione Guy Parmelin accompagnato dal «ministro» degli esteri ticinese Ignazio Cassis. Ma è nella giornata di mercoledì che arriverà il «piatto forte». Per quel giorno il dispositivo di sicurezza (comprensivo di migliaia di agenti di sicurezza e centinaia di militi) sarà ben più imponente di quello finora istallato. Basti pensare che la strada che costeggia il lago sarà chiusa al pubblico dal parco di Mon Repos (sulla riva destra) fino al Parco La Grange (sulla riva sinistra). Niente pedoni senza permesso, niente automobili, niente trasporti pubblici, solo addetti ai lavori. Per rendere l’idea (con un paragone in salsa ticinese fatto a spanne) è po’ come se il summit si tenesse a Villa Ciani e la strada venisse completamente blindata fino a Capo San Martino. Ripensando all’episodio del giugno del 2019, è uno scenario che farebbe rabbrividire pure il più calmo automobilista bloccato in autostrada a causa dell’arrivo di Mike Pompeo in Ticino.

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