La fine del lockdown sarà graduale, i ristoranti devono aspettare

Coronavirus

Il Consiglio federale conferma che dal 1. marzo si dovrebbero verificare le prime riaperture per negozi, musei e biblioteche, ma la ristorazione per ora resta con le serrande abbassate - La parola passa ora ai Cantoni - LA DIRETTA

La fine del lockdown sarà graduale, i ristoranti devono aspettare
KEYSTONE/Peter Schneider

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(Aggiornato alle 15.55) - Il Governo federale ha convocato oggi la stampa per aggiornare la popolazione sugli sviluppi in merito alla lotta al coronavirus. All’incontro presenziano i consiglieri federali Alain Berset, a capo del Dipartimento dell’Interno (e quindi della Sanità pubblica), sul quale si sono riversate nelle ultime settimane non poche polemiche, Guy Parmelin, presidente della Confederazione in carica e capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca, e Ueli Maurer, capo del Dipartimento federale delle Finanze.

L’incontro di oggi - in cui si è parlato anche di casi di rigore, disoccupazione e conti preventivi e consuntivi - era molto atteso soprattutto per scoprire se il lockdown attualmente in corso in Svizzera vedrà, come inizialmente annunciato, la propria fine il 28 di febbraio, oppure se gli allentamenti alle misure restrittive in vigore verranno ulteriormente rinviati. Il Consiglio federale prenderà però una decisione definitiva sulla prima fase di apertura solo il 24 febbraio, dopo aver consultato i cantoni.

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Un pensiero ai giovani

«La galleria resta lunga, malgrado la luce che si vede in fondo», ha esordito Parmelin inaugurando la conferenza stampa in cui ha annunciato che la riapertura completa delle attività attualmente chiuse non sarà immediata. «So che molte persone rimarranno deluse dalle misure annunciate oggi e noi lo capiamo. Ma dobbiamo pensare anche ai nostri giovani, colpiti nella proprio libertà in un’età particolarmente difficile», ha poi continuato il presidente della Confederazione. «Molti di loro sono insoddisfatti ma hanno dato prova di pazienza e creatività e il Consiglio federale li ringrazia per questo e spera che l’estate sarà più clemente con loro».

Aprire poco a poco per evitare l’effetto yoyo

«Gli sforzi che sono stati perpetrati nell’ultimo periodo hanno portato i propri frutti», ha continuato Berset prendendo la parola riferendosi al numero dei contagi in calo. «Noi tutti abbiamo voglia di uscire e riprendere le attività. Oggi annunciamo la possibilità di alcune riaperture che comportano una serie di rischi ma c’è bisogno che tutta la popolazione continui ad essere cauta e attenta. È per evitare un andamento a yoyo abbiamo proposto una fine graduale dei provvedimenti in corso», ha continuato il consigliere federale specificando che per arrivare a questa decisione ci si è basati sulla valutazione dei rischi come quelli legati agli spazi e al tempo trascorso in mezzo alle altre persone nelle varie attività. «Quel che viene proposto oggi è di riaprire le istituzioni ricreative e culturali e le attività all’aperto fino a 15 persone», ha continuato il consigliere federale esponendo tutte le misure esplicate nel dettaglio nel comunicato sottostante.

Per i ristoranti meglio attendere le tappe seguenti

«Ci siamo posti anche noi il problema delle terrazze dei ristoranti», ha ripreso poi la parola il capo del Dipartimento dell’Interno rispondendo a una domanda dei media. «Ma è più sicuro aspettare la seconda tappa per permettere, se sarà il caso, alla ristorazione di tornare a riaprire». Berset ha quindi aggiunto che ora il virus è conosciuto meglio e si è più consapevoli di come evolve, il Governo ha quindi preferito continuare ad osservarne gli sviluppi e prendere decisioni mensilmente in merito alla modifica dei provvedimenti in vigore.

Una sentenza di morte per il settore?

Per molti ristoratori, chiusi già da diversi mesi, questa notizia significa una sentenza di morte, cosa dite a questi imprenditori?, viene chiesto agli oratori dalla sala stampa. «Al settore viene fornito appoggio a livello finanziario», ha detto Berset riferendosi agli aiuti presentati da Maurer. «Lo sappiamo che la situazione è molto difficile, ma non bisogna dimenticarsi di quando successo lo scorso anno nel Nord Italia o quanto avviene attualmente in Portogallo. La ristorazione sta soffrendo, lo sappiamo, e non è l’unica: anche la cultura è in una situazione estremamente complicata ma i rischi sono molti. Quel che possiamo fare è fornire un appoggio solido».

IL COMUNICATO STAMPA

Il numero di nuove infezioni da coronavirus, nelle ultime settimane, è sceso ulteriormente in Svizzera. Tuttavia, la situazione epidemiologica rimane fragile a causa di nuove varianti di virus più infettive. Il Consiglio federale ha analizzato la situazione nella sua riunione odierna e propone un’apertura cauta e graduale per permettere la ripresa della vita sociale ed economica. Per ridare un po’ più di spazio alla vita sociale ed economica e per prevenire una terza ondata propone una ripresa prudente e graduale. In una prima fase saranno di nuovo ammesse soltanto le attività con un basso rischio di contagio.

Negozi, musei e strutture sportive

Dal 1. marzo potranno riaprire i negozi, i musei e le sale di lettura delle biblioteche, le aree esterne di giardini zoologici e botanici e gli impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto. Saranno di nuovo consentite anche le manifestazioni private all’aria aperta con fino a 15 persone. Inoltre i giovani sotto i 18 anni potranno riprendere a praticare la maggior parte delle attività sportive e culturali. Il 24 febbraio il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva sulle prime riaperture dopo aver consultato i Cantoni.

Nelle ultime settimane il numero delle nuove infezioni, dei ricoveri in ospedale e dei decessi è ulteriormente calato. Grazie a questa evoluzione si è allentata anche la pressione sul sistema sanitario. La situazione epidemiologica rimane tuttavia incerta perché continuano a diffondersi le nuove varianti del virus: secondo la Swiss National COVID-19 Science Task Force la loro percentuale sull’insieme delle nuove infezioni raddoppia al momento ogni 10-14 giorni. In base alle sue stime, nelle prossime settimane il calo del numero di casi dovrebbe rallentare. Non è neppure escluso un nuovo aumento dei contagi. Il numero delle persone vaccinate in Svizzera è ancora troppo esiguo per incidere positivamente sull’evoluzione della situazione epidemiologica.

Strategia di riapertura graduale e basata sui rischi

Il Consiglio federale propone una ripresa graduale e prudente dal 1. marzo. Inizialmente potranno riprendere le attività con un basso rischio di contagio. In caso di evoluzione favorevole e di un tasso di copertura vaccinale più elevato, potranno successivamente essere consentite altre attività. Le prossime fasi di riapertura seguiranno a intervalli di un mese, a condizione che la situazione epidemiologica lo consenta. In questo modo è garantito sufficiente tempo tra una fase e l’altra per monitorare l’evoluzione. Con la sua strategia di prudente riapertura, il Consiglio federale intende favorire una graduale normalizzazione della vita sociale ed economica e prevenire allo stesso tempo una terza ondata.

Valutazione dei rischi

Le fasi di riapertura dovranno essere decise in modo uniforme a livello nazionale sulla base di principi semplici. Fattori determinanti sono, da un lato, la possibilità di indossare la mascherina e mantenere la distanza durante una determinata attività, dall’altro, il numero di persone presenti, il luogo dove l’attività è svolta (al chiuso o all’aperto) e l’intensità dei movimenti di chi la svolge. Il Consiglio federale tiene conto anche dell’impatto sociale ed economico dei provvedimenti, per esempio sui giovani.

Prima fase: riapertura di negozi, musei e giardini zoologici

In una prima fase, il 1. marzo potranno riaprire tutti i negozi, ma il numero di clienti presenti contemporaneamente al loro interno dovrà essere limitato. Le limitazioni della capienza si applicheranno anche ai centri commerciali considerati nel loro insieme.

Potranno inoltre riaprire i musei e le sale di lettura di archivi e biblioteche. Le aree esterne di strutture ricreative e per il tempo libero, come giardini zoologici e botanici e parchi divertimento, saranno nuovamente accessibili al pubblico, ma ovunque sarà obbligatorio portare la mascherina e rispettare le regole di distanziamento e saranno applicate limitazioni della capienza. Anche gli impianti sportivi quali le piste di pattinaggio, i campi da tennis e da calcio o gli stadi di atletica leggera potranno riaprire i battenti. In queste strutture, oltre a limitazioni della capienza, si applicherà l’obbligo della mascherina o del distanziamento e la pratica dello sport sarà consentita soltanto in gruppi di non oltre cinque persone. Competizioni e manifestazioni sportive popolari per adulti restano vietate.

Saranno di nuovo consentite anche le manifestazioni private all’aria aperta con fino a 15 persone.

Meno restrizioni per i giovani

Per i bambini e i giovani, le restrizioni imposte dall’epidemia sono particolarmente pesanti: in questa fascia di età, il disagio psicologico è cresciuto in misura rilevante. Per i ragazzi fino a 16 anni, le regole vigenti prevedono già determinati allentamenti nel settore sportivo e culturale. Ciò nonostante, il Consiglio federale intende innalzare a 18 anni questo limite di età ed estendere il novero delle offerte sportive e culturali ammesse, consentendo anche la ripresa delle attività di animazione socioculturale giovanile.

Seconda fase di riapertura prima di Pasqua

Il 1. aprile è prevista una seconda fase di riapertura: è ipotizzabile, ad esempio, la ripresa di manifestazioni culturali e sportive in presenza di pubblico in spazi fortemente circoscritti o della pratica sportiva in locali al chiuso, oppure ancora la riapertura delle terrazze dei ristoranti – a condizione, tuttavia, che la situazione epidemiologica lo consenta. Per le sue decisioni, il Consiglio federale si baserà su una serie di indicatori: il tasso di positività, che deve restare al di sotto del 5 per cento; il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva con pazienti COVID-19, che non deve superare il 25 per cento; il numero di riproduzione medio negli ultimi sette giorni, che deve restare inferiore a 1; l’incidenza della malattia calcolata su 14 giorni, che il 24 marzo non dovrà superare quella del 1° marzo, giorno delle prime riaperture. Questi indicatori non danno luogo a un automatismo, in quanto prima di prendere una decisione il Consiglio federale esaminerà in che modo si combinano fra loro.

Consultazione dei Cantoni

Il Consiglio federale prenderà una decisione sulle prime riaperture e sulle prossime fasi nella sua seduta del 24 febbraio, dopo avere consultato i Cantoni. Tutti gli altri provvedimenti decisi il 18 dicembre 2020 e il 13 gennaio 2021 saranno prolungati di un mese, vale a dire sino alla fine di marzo.

Precisate le regole di entrata in Svizzera per i bambini

Il Consiglio federale ha inoltre precisato le disposizioni sull’entrata in Svizzera vigenti dall’8 febbraio 2021 adeguando la pertinente ordinanza. I bambini di età inferiore a 12 anni saranno esonerati dall’obbligo di sottoporsi al test. Le persone che, come i camionisti, entrano in Svizzera per motivi di lavoro e vi si trattengono soltanto per un breve periodo di tempo non sono inoltre tenute a compilare il modulo di entrata. Infine, per adempiere all’obbligo di presentare un risultato negativo del test per il SARS-CoV-2, oltre ai test PCR sono ora ammessi anche i test antigenici rapidi.

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