La metamorfosi di un sogno tra pandemia e nuove abitudini

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L’annullamento del Geneva International Motor Show per il terzo anno consecutivo solleva diversi interrogativi per il settore - Patrick Rérat: «La crisi sanitaria ha accentuato alcune tendenze sulla mobilità nei centri urbani» - Cresce lo spazio destinato ai pedoni e ai ciclisti

La metamorfosi di un sogno tra pandemia e nuove abitudini
L’ultima edizione del Salone dell’auto di Ginevra risale al 2019. © keystone/salvatore di nolfi

La metamorfosi di un sogno tra pandemia e nuove abitudini

L’ultima edizione del Salone dell’auto di Ginevra risale al 2019. © keystone/salvatore di nolfi

Velocità, lusso e progresso. L’automobile per quasi un secolo ha nutrito i nostri sogni. «Scintillante bellezza, fosforo e fantasia», cantava De Gregori. Quella a quattro ruote, per definizione, ha incarnato il mito della sicurezza, del benessere e della crescita economica.

«Poi qualcosa è cambiato». A parlare è Patrick Rérat, professore di geografia delle mobilità all’Università di Losanna. «Per quasi un secolo l’automobile è stata il mezzo di trasporto dominante. Nell’ultimo ventennio, però, qualcosa è cambiato. Con le scintillanti promesse sono arrivate anche le critiche, nel senso che oggi non si parla più solo del suo valore in termini di mobilità individuale e di libertà, ma sempre più spesso vengono evocati anche i suoi effetti negativi». Rérat cita la questione climatica, entrata...

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