La pandemia ha fatto quasi raddoppiare le consulenze sul suicidio

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Gli adolescenti e i giovani adulti sono i più colpiti a livello psicologico dalle conseguenze della crisi sanitaria - Ogni giorno il servizio telefonico 147 è in contatto con 700 bambini e giovani, sette dei quali evocano pensieri suicidi

La pandemia ha fatto quasi raddoppiare le consulenze sul suicidio
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Gli adolescenti e i giovani adulti sono i più colpiti a livello psicologico dalle conseguenze della crisi sanitaria. Lo rileva oggi Pro Juventute, sottolineando che nei primi sei mesi dell’anno il numero di richieste di consulenza in merito al suicidio è aumentato del 40% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Ogni giorno il servizio telefonico 147 è in contatto con 700 bambini e giovani, sette dei quali evocano pensieri suicidi, precisa l’organizzazione in una nota, sottolineando che questi ultimi nel 2020 erano cinque al giorno e prima della pandemia tre o quattro.

Anche il numero di casi di crisi è aumentato nei primi sei mesi dell’anno: il team di consulenza ha attivato un intervento da parte della polizia o dell’ambulanza 98 volte. Nel 2020, i casi erano stati 96, mentre nel 2019 solo 57.

Con il forte aumento dell’uso dei media digitali da parte di bambini e giovani registrato con la pandemia, sono cresciute anche le conseguenze negative di questo impiego. Quasi la metà dei giovani afferma per esempio di essere stato molestato sessualmente su internet.

Bambini e giovani sono anche afflitti dalla paura del futuro. Le richieste di sostegno per le scelte di carriera sono aumentate di quasi un quarto rispetto al 2020. Le domande più frequenti in questo contesto riguardavano lo stress, conclude Pro Juventute, chiedendo più sostegno per la salute mentale di bambini e adolescenti e più risorse per servizi medici scolastici, assistenza sociale in ambito scolastico e psichiatria infantile e adolescenziale.

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