«La puntualità deve ritornare la priorità numero uno»

Trasporti pubblici

Il nuovo CEO delle FFS Vincent Ducrot fa il bilancio dei suoi primi 100 giorni a capo dell’ex regia federale - Tra i temi anche le mascherine sui mezzi e la situazione finanziaria

 «La puntualità deve ritornare la priorità numero uno»
©KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

«La puntualità deve ritornare la priorità numero uno»

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(Aggiornato alle 17.19) «La puntualità deve ritornare la priorità numero uno», ha affermato il nuovo CEO delle FFS Vincent Ducrot, che nel corso della giornata odierna ha tenuto due conferenze stampa per fare il bilancio dei suoi primi 100 giorni a capo dell’ex regia federale.

Ducrot si è posto un obiettivo ambizioso: vuole che le FFS tornino a essere «l’orgoglio della nazione», con treni puntuali e passeggeri felici. «Bisogna fare di più per i clienti», ha ripetuto questa mattina a Yverdon-les-Bains (VD) e in seguito nel pomeriggio a Zurigo il manager friburghese.

Per fare ciò, verranno introdotti nuovi metodi di analisi e ha spiegato che sarà necessario adottare «rapidamente misure di correzione», senza dover sistematicamente aspettare il cambio annuale di orario.

Situazione finanziaria «seria»

Quest’anno, tuttavia, il quadro si è complicato a causa del coronavirus. «Finora abbiamo superato bene la crisi, anche se è stato molto difficile», ha detto il nuovo numero uno delle Ferrovie federali svizzere, ringraziando il personale e aggiungendo che le perdite dell’esercizio corrente ammonteranno a diverse centinaia di milioni di franchi.

Ducrot non è tuttavia soddisfatto dello stato attuale delle FFS. La situazione finanziaria è «seria» a causa del coronavirus e anche molti passeggeri sono giustamente insoddisfatti, ha aggiunto.

Grazie al sostegno della Confederazione, al momento non ci saranno problemi di liquidità. Due giorni fa il Consiglio federale è corso in aiuto alle FFS, che potranno ricevere dalla Confederazione 550 milioni di franchi in più sotto forma di mutuo a breve termine. Per garantire la solvibilità sino a fine 2020 il limite è infatti stato alzato da 200 a 750 milioni di franchi. «Non sappiamo ancora se useremo questi soldi, ma prevenire è meglio che curare», ha detto Ducrot.

Il nuovo CEO ha spiegato che le FFS hanno ormai recuperato tra il 60 e il 70% della loro clientela, ma per tornare ai livelli precedenti a questa crisi ci vorranno almeno due anni. Sebbene la situazione appaia difficile, per Ducrot un aumento del prezzo dei biglietti e degli abbonamenti «non è all’ordine del giorno», ha assicurato.

L’ex regia federale, in collaborazione con la Confederazione, elaborerà una pianificazione a medio termine per stabilizzare il debito. «Le FFS dovranno tuttavia coprire da sole la perdita di entrate derivanti dal traffico a lunga distanza e dagli immobili», ha dichiarato oggi Ducrot, aggiungendo che «come ogni azienda, anche noi dovremo risparmiare».

Si teme per il tempo, non la mascherina

Sul timore di un eventuale calo della clientela in seguito all’obbligo - in vigore dal prossimo lunedì - di indossare la mascherina sui trasporti pubblici, il friburghese si è detto convinto che ciò non dissuaderà i passeggeri.

«Contiamo su un po’ più di disciplina tra i clienti. Funziona in Francia o in Germania, non c’è motivo per cui non dovrebbe funzionare anche qui», ha detto Ducrot.

Secondo il CEO, a giocare un ruolo «più determinante» sarà invece il tempo. Una meteo favorevole potrebbe infatti invogliare gli svizzeri a salire sui treni quest’estate.

«Il sistema ha raggiunto i suoi limiti»

Secondo il manager friburghese, attualmente le prestazioni offerte dalle FFS non sono sufficientemente affidabili. «Questo è spesso insoddisfacente per i nostri clienti», ha ammesso.

In futuro, il successore di Andreas Meyer vorrebbe apportare dei miglioramenti sul piano operativo puntando sull’innovazione. «Il sistema ferroviario non è abbastanza robusto e ha raggiunto i suoi limiti», ha indicato il nuovo CEO, secondo cui le FFS dispongono di un numero insufficiente di treni di riserva. Ci sono inoltre lacune anche negli investimenti per la manutenzione della flotta, ha aggiunto.

Attualmente, le FFS investono un miliardo di franchi all’anno per la manutenzione e i nuovi acquisti di treni. Per migliorare e rafforzare questi ambiti, i fondi saranno aumentati a 1,3 miliardi, ha annunciato il 57.enne friburghese.

Per ottenere una migliore puntualità, gli orari per i prossimi anni saranno sottoposti a un test da parte di esperti interni ed esterni. Le migliorie in questo ambito saranno però visibili solo fra due o tre anni, ha avvisato.

Inoltre, in futuro i cantieri saranno organizzati e pianificati in modo da consentire un’operatività ferroviaria più stabile, ha aggiunto Ducrot, precisando che i lavori sulla linea saranno ripartiti meglio sull’arco dell’anno. Per evitare troppe perturbazioni, essi verranno svolti maggiormente di notte, nei fine settimana e durante le vacanze.

Il nuovo CEO ha poi affermato che il personale di guida sarà rinforzato: in autunno saranno in formazione 340 macchinisti, ovvero il 10% del personale attuale in questo ramo. Tutte queste misure sono volte a migliorare l’offerta di servizi per i clienti, ha ribadito Ducrot.

Nuovo CEO dopo 13 anni

Ducrot ha preso le redini delle FFS lo scorso primo di aprile, nel bel mezzo della crisi del coronavirus. Il 57enne friburghese succede ad Andreas Meyer, che ha lasciato la carica dopo oltre tredici anni.

Il nuovo CEO è stato direttore generale dei Trasporti pubblici friburghesi (TPF) dal giugno 2011 fino allo scorso anno. Ha già lavorato per le FFS dal 1993 al 2011, prima come responsabile del dipartimento di informatica, poi come responsabile ad interim del traffico passeggeri e dal 1999 come responsabile delle linee a lunga percorrenza. È anche vicepresidente dell’Unione dei trasporti pubblici (UTP).

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