La questione giurassiana continua a tenere banco

Svizzera

Aperte sedici istruttorie per sospetta frode elettorale in occasione della votazione sull’appartenenza cantonale di Moutier

La questione giurassiana continua a tenere banco
© Keystone

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Il Ministero pubblico del Giura bernese ha aperto sedici istruttorie per sospetta frode elettorale in occasione della votazione sull’appartenenza cantonale di Moutier (BE). La giustizia, precisa una nota odierna, vuole verificare se alcuni elettori abbiano votato pur non essendo domiciliati nella cittadina.

L’articolo 282 del Codice penale sanziona con una pena pecuniaria o la detenzione fino a tre anni coloro che partecipano a uno scrutinio senza averne diritto. Nel suo comunicato, il Ministero pubblico non precisa se le persone interessate dal procedimento siano autonomisti o antiseparatisti.

Le indagini durano da diversi mesi, specifica la Procura, e dovrebbero concludersi in primavera. Le istruttorie sono state aperte dopo la decisione della prefettura del Giura bernese di annullare il voto a causa di irregolarità. Procedere in questo modo è «imperativo», aggiunge, dal momento che ci sono indizi che sia stata commessa un’infrazione.

Il comitato «Moutier, ville jurassienne» denuncia da parte sua un impiego sproporzionato di mezzi nel quadro di una votazione già annullata. «Sono abusivamente sospettati, fra gli altri, un padre di famiglia di Moutier in istanza di divorzio o uno studente che ha sempre vissuto a Moutier», scrive in un comunicato l’organizzazione favorevole al trasferimento della cittadina al canton Giura.

Accesso al registro

Sempre oggi, il governo bernese ha manifestato la volontà di controllare in modo continuo il registro elettorale di Moutier, per poter svolgere una nuova votazione in modo impeccabile. Ha pertanto chiesto al municipio della cittadina di garantire alla Cancelleria dello Stato, entro il 4 dicembre, l’accesso informatico alla sua banca dati.

In una nota, l’esecutivo ricorda che il Tribunale amministrativo ha rilevato gravi violazioni del diritto e «forti sospetti» riguardo a domicili fittizi e turismo elettorale. Dalle inchieste è emerso che alcuni elettori avevano la loro residenza principale in un altro comune.

Il governo ricorda inoltre che le autorità di Moutier, a maggioranza autonomista, avevano ritirato alla polizia cantonale la possibilità di accedere al registro informatico di controllo degli abitanti cinque mesi prima della votazione del 18 giugno 2017. Si erano anche rifiutate di consegnare il registro elettorale alla Cancelleria dello Stato bernese.

Votazione annullata

Il 29 agosto il Tribunale amministrativo del Canton Berna aveva annullato il voto del giugno di due anni fa, che aveva visto prevalere gli autonomisti con il 51,7% di consensi (2067 «sì», 1930 «no» e 45 schede bianche) e uno scarto di 137 voti. Secondo la corte bernese il voto è stato caratterizzato da irregolarità. Nessuno ha presentato ricorso al Tribunale federale contro questa decisione. Lo scrutinio è pertanto nullo.

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