La riduzione della quarantena è stata ben accolta, critici UDC e Verdi

Le reazioni

In seguito alla decisione presa oggi dal Consiglio federale, diversi partiti e l’USAM hanno espresso i propri pareri

La riduzione della quarantena è stata ben accolta, critici UDC e Verdi
© CdT/Chiara Zocchetti

La riduzione della quarantena è stata ben accolta, critici UDC e Verdi

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(Aggiornata alle 17:10) PLR, Verdi Liberali (PVL), Alleanza del Centro e PS accolgono con favore la riduzione della durata dell’isolamento e della quarantena a cinque giorni decisa oggi dal Consiglio federale, mentre l’UDC chiede l’abbandono delle misure «ordinate dallo Stato» e i Verdi accusano il governo di incapacità.

Via Twitter il PLR ha parlato di un sollievo per l’economia e la società. Nella sua reazione alla decisione odierna del Consiglio federale il Partito liberale radicale chiede allo stesso tempo al governo di presentare uno scenario per l’abbandono delle misure adottate contro il coronavirus.

In particolare, il PLR si oppone a quello che vede come l’obbligo «rigido» dell’home office. Per non sovraccaricare gli ospedali, il partito si affida in particolare alla vaccinazione e al booster.

Anche il presidente dei Verdi Liberali, Jürg Grossen, si è espresso positivamente, ma in maniera più cauta. La riduzione della durata dell’isolamento e della quarantena è comprensibile, scrive su Twitter. Tuttavia, la situazione resta critica e il carico sulle unità di terapia intensiva è difficile da valutare.

L’obiettivo principale è quello di evitare il sovraccarico del sistema sanitario, ha indicato da parte sua l’Alleanza del Centro. Tuttavia «Non è accettabile che il regolamento di quarantena causi così tante assenze dal lavoro al punto che le infrastrutture e i servizi - in particolare nell’ambito sanitario- non possano essere mantenuti», ha sottolineato in un comunicato il presidente del partito Gerhard Pfister. L’Alleanza del Centro accoglie quindi con favore la riduzione della quarantena a cinque giorni. La misura è «una via di mezzo praticabile».

Il Centro sottolinea anche che la situazione può cambiare rapidamente. È importante monitorare la situazione da vicino e in modo vigile e se necessario reagire rapidamente.

Soppressione immediata

L’UDC chiede l’abolizione immediata dell’isolamento e della quarantena: vista la situazione, con la variante Omicron più contagiosa ma generalmente più benigna, e con un numero di infezioni non dichiarate senza dubbio più elevato, questi obblighi non hanno più senso, scrive il partito.

Al contrario, l’assenza dal lavoro rischia di paralizzare l’economia e la società, con conseguenze pericolose per la sicurezza dell’approvvigionamento.

È quindi il momento di trattare il COVID-19 come una normale influenza e abbandonare le discriminazioni divisive come il certificato sanitario. La gente deve poter finalmente di nuovo essere responsabile di sé e proteggersi con misure note ed efficaci come l’igiene e il distanziamento.

Dura posizione dei Verdi

Molto dura invece la reazione dei Verdi: il loro presidente Balthasar Glättli accusa il governo di rassegnarsi ad accettare vittime sulla via della fase endemica.

Via twitter Glättli ha parlato di una strategia ad alto rischio in termini di morti, malattie con conseguenze a lungo termine e un sovraccarico su infrastrutture e personale sanitario.

Secondo il consigliere nazionale zurighese, questo è un problema fondamentale: la seduta del Consiglio federale di oggi è sintomatica. Il governo è incapace di agire sulle grandi questioni del presente e non riesce a governare con lungimiranza. Questo - sottolinea - è evidente anche nella politica climatica ed europea e nel trattare le violazioni dei diritti umani da parte della Repubblica Popolare Cinese.

Il PS sostiene in linea di principio le decisioni prese relative alle regole dell’isolamento e della quarantena, ha detto a Keystone-ATS il portavoce del partito Nicolas Haesler.

Il partito accoglie positivamente anche la consultazione sull’estensione delle misure sino alla fine di marzo. In questa situazione pandemica, il PS è a favore di una politica basata su dati scientifici. È bene che il Consiglio federale continui a disporre del margine di manovra necessario per reagire ai nuovi sviluppi.

Secondo il PS, il governo ha globalmente agito fino ad ora con circospezione e continua a farlo.

L’USAM contraria alla proroga del telelavoro, ma d’accordo sulla riduzione della quarantena
L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) è contraria alla proroga fino a fine marzo dell’obbligo di telelavoro, inizialmente fissato fino al prossimo 24 gennaio, inviata oggi in consultazione dal Consiglio federale. La decisione del governo di ridurre a cinque giorni il periodo di isolamento e di quarantena è invece accolta favorevolmente. Stando all’associazione che difende gli interessi delle piccole e medie imprese, l’obbligo di lavorare a casa è inapplicabile in molti settori. Coloro che possono introdurlo lo hanno già fatto quando il telelavoro era solo una raccomandazione, sostiene l’USAM in un comunicato. Il Consiglio federale oggi ha proposto di prorogare il pacchetto di misure attualmente in vigore - fra cui l’obbligo di lavorare da casa - fino a fine marzo. La decisione è attesa per mercoledì prossimo. La riduzione dell’isolamento e della quarantena, in vigore già a partire da domani, è invece giudicata positivamente dall’associazione: tuttavia, l’USAM si chiede perché la quarantena sia solo abbreviata e non semplicemente rimossa. A loro avviso «si deve fare tutto il possibile affinché l’economia possa lavorare il più liberamente possibile e quindi riprendersi dalle conseguenze della pandemia». L’organizzazione si dice inoltre lieta di constatare che il Consiglio federale non sta prendendo in considerazione un nuovo confinamento.

L’MPS: «Sempre più liberista la risposta dei governanti»

Il Movimento per il socialismo ticinese ha comunicato il proprio malcontento per la decisione presa oggi dal Consiglio federale, che avrebbe confermato - si legge nel comunicato - la propria politica di gestione della pandemia «ridotta sostanzialmente a un appello alla responsabilità individuale, essenza di una politica totalmente liberale», ricorrendo a misure «totalmente inadeguate, adottate solo per garantire che i lavoratori e le lavoratrici negli ospedali possano continuare a curare i malati, che il sistema sanitario non crolli e che tutto ciò non provochi un’eccessiva resistenza sociale». Ancora una volta, ribadisce l’MPS, ad essere messa al centro non è la protezione sanitaria della popolazione, ma «la difesa degli interessi delle imprese, delle loro attività, dei loro profitti». La riduzione della quarantena sarebbe infatti, secondo il Movimento, una misura adottata per non danneggiare e proteggere l’economia, che in questo ultimo periodo ha sofferto parecchio per via di quarantene e isolamenti. «Poco importa che questa misura rischia alla fine – se persone ancora contagiate rientrano al lavoro – di peggiorare la situazione». L’MPS infine ribadisce l’importanza di adottare regole che limitino la diffusione del virus: «È necessario prendere immediate misure che, per un breve periodo di tempo, permettano di limitare radicalmente i contatti. Si tratta di una necessità sociale, l’espressione di una solidarietà sociale».

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