La road map dell’obbligo della mascherina in Svizzera

Coronavirus

La Germania ha introdotto l’obbligo generalizzato della FFP2, l’Ufficio federale della sanità pubblica e il medico cantonale Giorgio Merlani sconsigliano però questa tipologia per l’uso privato - Ripercorriamo i passaggi dell’introduzione del dispositivo di protezione nel nostro Paese e facciamo il punto sulle varie tipologie

La road map dell’obbligo della mascherina in Svizzera
© CdT/Gabriele Putzu

La road map dell’obbligo della mascherina in Svizzera

© CdT/Gabriele Putzu

Si è riacceso il dibattito sulla scottante questione della tipologia di mascherina da indossare per proteggere e proteggersi dal virus. Da ieri, 18 gennaio, la Baviera ha introdotto l’obbligo omologato della mascherina FFP2 (ndr. quelle senza valvola) sui trasporti pubblici e all’interno delle attività commerciali a tutta la popolazione del Land. A far compagnia al governatore bavarese Markus Söder è arrivata anche Angela Merkel che, dopo una discussione con gli altri governatori dei Länder, ha deciso per il prolungamento del lockdown fino al 14 febbraio e l’introduzione proprio della mascherina di tipo FFP2. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), però, non raccomanda questa tipologie di mascherine per l’uso privato. A fare eco all’UFSP anche il medico cantonale Giorgio Merlani che sconsiglia l’utilizzo perché difficile da indossare correttamente. Ripercorriamo punto per punto l’introduzione dell’obbligo della mascherina in Svizzera e diamo uno sguardo alle varie tipologie di dispositivi di protezione.

I dubbi iniziali, poi l’estensione

La tematica sulla necessità di indossare la mascherina e soprattutto quale tipologia ha fin dall’inizio della pandemia creato pesanti diverbi e divergenze di pensiero tra le autorità federali svizzere, lo scacchiere politico e l’opinione pubblica. Già a marzo 2020, quando la Confederazione era nel pieno della crisi sanitaria, le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sull’utilizzo della mascherina seguivano la stessa linea, ovvero che il suo utilizzo era raccomandato agli operatori sanitari, alle persone appartenenti a gruppi a rischio e a quelle che presentavano sintomi. Si escludeva, all’inizio, l’uso della protezione alle persone che godevano di buona salute. A spezzare una lancia a favore del Consiglio federale ci aveva pensato il già responsabile delle malattie trasmissibili dell’UFSP Daniel Koch, sostenendo che le scelte del Governo relative all’uso della mascherina si basavano su prove scientifiche. Secondo lui, nei primi giorni della pandemia, gli studi non dimostravano chiaramente che le mascherine fornissero una protezione efficace contro il virus.

In seguito, un rapporto rischi-benefici della task force scientifica nazionale per la COVID-19 datato aprile 2020 aveva mostrato l’efficacia dell’uso generalizzato delle mascherine se accompagnata da una corretta igiene delle mani e quando non era possibile mantenere la distanza sociale, raccomandando quindi al Governo di operare delle scelte che andassero in questa direzione. E così è stato fatto. Ripercorriamole insieme appoggiandoci al sito dell’Ufficio federale della sanità pubblica.

La road map dell’obbligo della mascherina in Svizzera

Post lockdown: primi allentamenti e primi obblighi
Tenuto conto dell’evoluzione epidemiologica e delle raccomandazioni degli esperti, il Consiglio federale ha allentato dal 27 aprile 2020 i provvedimenti per proteggere la popolazione dal coronavirus, accompagnati dall’attuazione di piani di protezione che prevedevano la raccomandazione o l’obbligo di usare le mascherine igieniche. Sono stati allentati, in una prima fase, i provvedimenti nel settore medico stazionario e hanno riaperto i parrucchieri, i saloni di massaggio, gli studi di tatuaggio, i centri estetici, i centri commerciali del fai da te e di giardinaggio, i negozi di giardinaggio e i fiorai. In una seconda e poi in una terza fase sono stati riaperti dall’11 maggio altri commerci e dall’8 giugno scuole post obbligatorie, musei, zoo e biblioteche.

Sui mezzi di trasporto pubblici
A causa dell’aumento del traffico di viaggiatori e del numero di casi, il Consiglio federale ha rafforzato i provvedimenti di protezione dal 6 luglio 2020 e introdotto l’obbligo della mascherina su tutti mezzi di trasporto pubblici per le persone con età superiore ai 12 anni. Il consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’Interno Alain Berset aveva motivato questa decisione affermando che «l’indisciplina dei viaggiatori è una delle ragioni che hanno spinto il Consiglio federale a decretare l’obbligo di indossare la mascherina nei trasporti pubblici. Le altre sono l’incremento della frequentazione dei mezzi e l’aumento dei contagi».

Nei settori accessibili al pubblico
Il 19 ottobre 2020 il Governo federale ha introdotto questo obbligo nei locali chiusi di strutture accessibili al pubblico e nelle aree d’attesa o di accesso dei trasporti pubblici. Più nello specifico, l’obbligo è stato esteso a tutte le persone che si trovano nelle aree di attesa delle ferrovie, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti o in altri settori di accesso dei trasporti pubblici. L’obbligo della mascherina è stato inoltre introdotto per tutti i luoghi al chiuso accessibili al pubblico, come negozi, centri commerciali, banche, uffici postali, musei, biblioteche, sale cinematografiche, teatri, locali per concerti, locali al chiuso dei giardini zoologici e botanici e dei parchi di animali, ristoranti, bar, discoteche, case da gioco, alberghi (ad eccezione delle stanze), zone di entrata e spogliatoi di piscine, impianti sportivi e palestre, studi medici, ospedali, chiese e luoghi religiosi, consultori e centri di quartiere.

Nello spazio pubblico e sul posto di lavoro
Dal 29 ottobre 2020 il Consiglio federale ha esteso nuovamente lʼobbligo della mascherina, imponendolo in tutte le aree esterne delle strutture accessibili al pubblico, nei settori dello spazio pubblico, nei luoghi chiusi dei settori di lavoro e nelle scuole secondarie di livello II. In estrema sintesi, ovunque vi sia un numero di persone tale da non poter rispettare la distanza di 1,5 metri dalle altre persone.

Giro di vite sul posto di lavoro

Dal 18 gennaio 2021 il Consiglio federale ha ulteriormente apportato un giro di vite alle disposizioni. Una decisione, questa, dettata soprattutto dalla veloce diffusione delle nuove mutazioni sul territorio nazionale (attualmente in Svizzera si contano 388 contagi da varianti del virus). In particolare, l’obbligo della mascherina è stato esteso sul posto di lavoro per i casi in cui il lavoro non può essere svolto da casa, o lo può essere soltanto in parte. Per garantire la protezione dei lavoratori, nei luoghi chiusi vige l’obbligo della mascherina se sono presenti più persone. Una maggiore distanza tra le postazioni di lavoro nello stesso locale non è più sufficiente.

Mascherina sì, ma quale?
La road map dell’obbligo della mascherina in Svizzera

Il dibattito su quale tipologia di mascherina usare per proteggersi e proteggere dalle infezioni non si è ancora esaurita in Svizzera e si esaurirà - forse - solo quando il virus sarà scomparso dalla nostra quotidianità. Come detto in precedenza, allo stato attuale solo la Baviera ha imposto l’obbligo di una specifica tipologia di mascherina, ovvero le FFP2. In Svizzera, invece, abbiamo sempre tre modelli con caratteristiche ben distinte. L’Ufficio federale della sanità pubblica, però, non raccomanda l’utilizzo di questa tipologia a uso privato perché pensate principalmente per l’esposizione professionale a malati nelle strutture di cura e in situazioni in cui sui pazienti sono svolte attività che generano aerosol.

Mascherina igienica (o chirurgica)
Queste mascherine sono utilizzate in ambito sanitario, per esempio per la protezione da infezioni e in sala operatoria. In ambito medico tali mascherine devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma EN 14683 ed essere provvisti della marcatura CE nonché delle informazioni concernenti il produttore (compreso l’indirizzo). Le mascherine igieniche conformi alla norma EN 14683 sono di tre tipi, con differente efficacia di filtrazione:
- Tipo I: efficacia di filtrazione del 95 %;
- Tipo II: efficacia di filtrazione del 98 %;
- Tipo IIR: efficacia di filtrazione del 98 %, la R sta ad indicare l’ulteriore protezione per chi la usa contro gli spruzzi liquidi corporei.
Se utilizzata correttamente, la mascherina igienica protegge soprattutto altre persone dal contagio. Queste mascherine forniscono inoltre fino a un certo grado un effetto protettivo anche per chi le indossa. Chi presenta sintomi di una malattia acuta alle vie respiratorie, deve utilizzare una mascherina di questo tipo.

Mascherina in tessuto
Per le mascherine di comunità non esistono norme qualitative legalmente vincolanti. All’acquisto di mascherine di comunità bisogna accertarsi che soddisfino determinate raccomandazioni e ciò è attestato da una marcatura, per esempio dal marchio TESTEX o SQTS (in tedesco). Anche le sciarpe utilizzate per esempio per sciare rientrano nelle mascherine di comunità e dovrebbero soddisfare le raccomandazioni della task force scientifica nazionale. Tuttavia, la sciarpa o un fazzoletto non proteggono sufficientemente da un contagio e permettono solo limitatamente la protezione da corpi estranei. Pertanto non possono sostituirsi alla mascherina.

Mascherina FFP (o respiratoria)
Le mascherine respiratorie o FFP (filtering facepiece) proteggono chi le porta da particelle liquide e solide e da aerosol. Alcune mascherine respiratorie dispongono di una valvola per espirare più facilmente. Le persone infette con o senza sintomi della malattia non devono utilizzare mascherine provviste di valvole, perché non filtrando l’aria espirata favoriscono la diffusione del virus. L’Ufficio federale della sanità pubblica, però, non raccomanda questa tipologie di mascherine per l’uso privato. Esse sono pensate principalmente per l’esposizione professionale a malati nelle strutture di cura e in situazioni in cui sui pazienti sono svolte attività che generano aerosol. Le FFP2, spesso caratterizzate da un elastico bianco o blu, garantiscono un filtro efficace contro l’aerosol almeno al 94%, mentre le FFP3 (elastico rosso) al 99%.

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