La Svizzera mantiene i contingenti per i lavoratori inglesi

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Il Consiglio federale ha deciso di mantenere i contingenti di personale qualificato per il 2022 al livello di quest’anno

La Svizzera mantiene i contingenti per i lavoratori inglesi
© archivio cdt

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Il Consiglio federale ha deciso di mantenere i contingenti di personale qualificato per il 2022 al livello di quest’anno. La Svizzera potrà reclutare fino a 8500 specialisti e lavoratori provenienti da Stati terzi e 3500 fornitori di servizi da Stati Ue/AELS. Discorso a parte per il Regno Unito dopo la Brexit: i cittadini britannici che potranno essere assunti saranno massimo 3500.

È quanto deciso nella sua seduta odierna dal governo, che ha adottato la necessaria revisione parziale dell’ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA) dopo aver sentito i Cantoni e le parti sociali, nonché considerando la continua domanda da parte dell’economia. Mantenendo i contingenti ai livelli del 2021, l’esecutivo intende sostenere la ripresa economica dopo il contraccolpo subito a causa della pandemia.

Degli 8500 lavoratori da Stati terzi, 4500 potranno godere di un permesso di dimora (B) e 4000 di un permesso di soggiorno di breve durata (L). Per quanto riguarda i fornitori di servizi dall’Unione europea e dall’Associazione europea di libero scambio con un periodo d’impiego superiore a 90 o 120 giorni all’anno saranno disponibili 3000 permessi L e 500 B, liberati come finora a cadenza trimestrale.

A seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, dallo scorso 1° gennaio l’accordo sulla libera circolazione delle persone non è più applicato tra Berna e Londra. Il Consiglio federale ha dunque fissato un contingente separato per i britannici, che prevede 3000 permessi L e 500 B.

Questi tetti sono concessi ai Cantoni per trimestre. Per il momento, i permessi per i cittadini britannici non sono assoggettati alla procedura di approvazione della Confederazione. Questa misura tiene conto della situazione straordinaria in cui si trova il Regno Unito e costituisce una soluzione transitoria, spiega l’esecutivo. Per il futuro si terrà conto anche degli sviluppi riguardanti un eventuale accordo preferenziale tra Berna e Londra sulle future relazioni in materia di migrazioni.

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