«La vaccinazione del personale sanitario va incoraggiata, non forzata»

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Ad affermarlo è l’Associazione svizzera infermieri (ASI), che rifiuta ogni sorta di stigmatizzazione dei propri membri

«La vaccinazione del personale sanitario va incoraggiata, non forzata»
© CdT/Gabriele Putzu

«La vaccinazione del personale sanitario va incoraggiata, non forzata»

© CdT/Gabriele Putzu

L’Associazione svizzera infermieri (ASI) è contraria all’obbligo di vaccinazione per il personale di cura e rifiuta ogni sorta di stigmatizzazione. Tuttavia sostiene la campagna nazionale e incoraggia tutti gli infermieri a farsi immunizzare.

«La vaccinazione è la migliore opzione per proteggere sé stessi e gli altri e per portare sotto controllo la pandemia», scrive oggi l’associazione in un comunicato. Ma rendere la vaccinazione obbligatoria per il personale infermieristico, come già è il caso in altri paesi, non è la strada giusta da seguire, ritiene l’ASI. Sarebbe perfino contraproduttivo.

«Durante la pandemia il personale di cura ha dato tutto per salvare vite ed evitare sofferenze. Spesso ciò ha richiesto un grande sacrificio personale e, senza equipaggiamento di protezione adeguato, inoltre gli infermieri sono stati esposti a un elevato rischio di contrarre il SARS-CoV-2», spiega Roswitha Koch, responsabile dello sviluppo delle cure infermieristiche in seno all’ASI.

Una vaccinazione obbligatoria potrebbe rappresentare la goccia di troppo, aggiunge. Ancor più infermieri potrebbero essere spinti a lasciare il mestiere. I datori di lavoro potrebbero quindi avere difficoltà nel reclutare nuovo personale, e la qualità delle cure ne risentirebbe.

Si pongono poi anche questioni etiche e giuridiche, rileva l’ASI. La proporzionalità di un simile intervento nei confronti dell’integrità corporale e del diritto all’autodeterminazione rispetto ai benefici per la collettività va chiarita dalla giustizia, se necessario.

Per l’associazione il rispetto delle misure di protezione e l’estensione della strategia di depistaggio sono più efficaci che una vaccinazione obbligatoria. Va poi notato che cifre non rappresentative suggeriscono un tasso di vaccinazione altrettanto alto, se non superiore, presso il personale infermieristico rispetto alla popolazione nel suo complesso.

Infine l’ASI respinge ogni forma di stigmatizzazione dei suoi membri. È fuori discussione far indossare un badge o qualsiasi altro segno distintivo agli infermieri non vaccinati. Una simile misura, giuridicamente discutibile e sproporzionata, rappresenterebbe un’intromissione inaccettabile nella vita privata. Sarebbero particolarmente stigmatizzati - viene sottolineato - gli infermieri che non possono farsi vaccinare per motivi medici.

Per il momento le autorità svizzere hanno sempre rifiutato l’idea di rendere la vaccinazione obbligatoria per certe categorie della popolazione: preferiscono puntare sull’informazione e l’accessibilità ai vaccini.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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