Lanciato il referendum contro il rafforzamento di Frontex

Migranti

L’associazione Migrant Solidarity Network ha deciso di lanciare il referendum contro l’adozione da parte della Svizzera delle nuove disposizioni UE adottate nell’ambito del trattato Schengen

 Lanciato il referendum contro il rafforzamento di Frontex
©AP Photo/Ahmed Hatem

Lanciato il referendum contro il rafforzamento di Frontex

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Il nuovo regolamento europeo Frontex non fa che complicare l’ingresso in Europa dei migranti, anche di coloro che necessitano di protezione. Per questo, l’associazione Migrant Solidarity Network ha deciso oggi di lanciare il referendum contro l’adozione da parte della Svizzera delle nuove disposizioni UE in materia, adottate nell’ambito del trattato Schengen, cui la Confederazione è associata.

Al fine di controllare meglio le frontiere esterne di Schengen, e sulla scorta delle ondate migratorie degli ultimi anni, come nel 2015, l’UE ha deciso di rafforzare il mandato dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) istituita nel 2004. Il nuovo regolamento mira, tra le altre cose, a migliorare il rimpatrio dei migranti illegali, a sostenere i ritorni volontari e a ottenere documenti di viaggio.

Il Parlamento ha approvato il progetto nel settembre scorso. I contributi finanziari della Svizzera a Frontex aumenteranno di conseguenza, passando dai 24 milioni di franchi del 2021 a 61 milioni nel 2027.

«Con questi soldi, Frontex rafforzerà la chiusura delle frontiere esterne dell’Europa e accelererà i voli speciali per le deportazioni forzate su scala europea», denuncia Migrant Solidarity Network in un comunicato odierno.

Secondo l’organizzazione, l’agenzia europea sta solo rendendo le vie di fuga e di migrazione più pericolose per i migranti. Il risultato? Più morti nel Mediterraneo, più torture in Libia, maggiori flussi illegali e sofferenze sulla rotta balcanica o nel Mar Egeo.

Stando al progetto europeo, adottato definitivamente dal Consiglio nazionale lo scorso settembre, per garantire il personale necessario, tra il 2021 e il 2027 Frontex dovrebbe costituire un corpo permanente comprendente fino a 10 mila membri al massimo. Già oggi la Svizzera partecipa agli interventi di Frontex con i propri esperti. Entro il 2027 dovrà presumibilmente svolgere al massimo 16 interventi della durata di due anni e fino a 59 di quattro mesi ciascuno, stando al progetto del Consiglio federale. Pertanto, Berna dovrebbe mettere a disposizione al massimo 39 esperti all’anno.

Durante le discussioni al Nazionale, una minoranza rosso-verde, appoggiata anche dai Verdi liberali, avrebbe voluto che la Svizzera ammettesse fino a 4000 rifugiati nel quadro del programma di reinsediamento. Una proposta simile era già stata bocciata dagli Stati in giugno.

Diversi oratori nei due rami del parlamento hanno fatto un parallelo tra la politica europea, sempre più dura, in materia di migrazione e la politica dell’era Trump, fatta di muri eretti a protezione dei confini, che non fa distinzione tra migranti economici e persone bisognose di protezione.

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