Lauber, «sì alla soppressione dell’immunità»

Il caso

La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) è favorevole a toglierla al dimissionario procuratore generale della Confederazione

Lauber, «sì alla soppressione dell’immunità»
©KEYSTONE/Peter Klaunzer

Lauber, «sì alla soppressione dell’immunità»

©KEYSTONE/Peter Klaunzer

La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) si è espressa a favore della soppressione dell’immunità del dimissionario procuratore generale della Confederazione Michael Lauber. Al centro della vicenda ci sono i suoi incontri con il presidente della FIFA Gianni Infantino.

La decisione della commissione è stata presa per 10 voti contro 1, indica una nota odierna dei Servizi del Parlamento.

Stefan Keller, il procuratore federale straordinario che si occupa del caso Lauber, vorrebbe perseguire il procuratore generale della Confederazione per abuso di autorità, violazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento e istigazione a tali atti. A fine luglio Keller ha presentato una richiesta alla CAG-S e alla Commissione d’immunità del Consiglio nazionale (CDI-N) per togliere l’immunità al procuratore generale. Ora è attesa la decisione da parte della seconda commissione il prossimo 24 agosto. In caso di decisione di uguale tenore, essa sarà definitiva.

La CAG-S ha sentito Lauber, secondo il quale nessuna autorità ha rilevato elementi per un procedimento penale, si legge nel comunicato. Tuttavia - ritiene la commissione - è anche nell’interesse del procuratore generale poter difendere sé stesso e la sua reputazione nel quadro di un tale procedimento: soltanto in questo modo è possibile provare che non è colpevole di un reato.

Non solo Lauber nel mirino

Keller ha inoltre avviato un procedimento penale contro Infantino e il primo procuratore dell’Alto Vallese Rinaldo Arnold, poiché è incaricato di esaminare le denunce penali legate a questa vicenda.

Dall’esame di due incarti relativi agli incontri non protocollati fra il procuratore generale, il presidente della FIFA e il primo procuratore dell’Alto Vallese, sono emersi «segni di un atto di rilevanza penale», aveva indicato a fine luglio l’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC).

In base all’articolo 14 della legge sulla responsabilità, «il perseguimento penale contro i membri di autorità o magistrati eletti dall’Assemblea federale per reati commessi nell’ambito delle loro attività ufficiali richiede il permesso delle commissioni competenti delle Camere federali». Il procuratore federale straordinario ha quindi presentato una richiesta in questo senso alle due commissioni.

La vicenda

Lauber aveva incontrato il presidente della FIFA e il procuratore dell’Alto Vallese nel giugno 2017. Secondo quanto dichiarato alla stampa dallo stesso procuratore generale nel novembre 2018, Arnold aveva trasmesso al responsabile dell’informazione del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) il desiderio del vallesano Gianni Infantino di incontrare il procuratore generale. Al primo incontro tra Infantino e Lauber ha partecipato, secondo quest’ultimo, anche il magistrato vallesano.

Il procuratore generale della Confederazione, travolto dal caso, ha presentato formalmente le sue dimissioni lo scorso 24 luglio e lascerà l’incarico a fine agosto. La Commissione giudiziaria del parlamento si riunirà il prossimo 19 agosto per discutere delle conseguenze e dei possibili successori.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1