«Le continue riorganizzazioni costano caro alle FFS»

l’analisi

Una sindacalista dei trasporti SEV osserva la propensione dei vertici a puntare sulla digitalizzazione trascurando il normale esercizio ferroviario

«Le continue riorganizzazioni costano caro alle FFS»
©CdT/Archivio

«Le continue riorganizzazioni costano caro alle FFS»

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Le FFS non sono mai state in condizioni peggiori: lo sostiene una sindacalista del SEV, che vede la direzione dell’azienda completamente fuori dalla realtà. A suo avviso le continue riorganizzazioni hanno condotto a una acuta carenza di personale, mentre i vertici puntano sulla digitalizzazione trascurando il normale esercizio ferroviario.

La tragica vicenda del capotreno morto a Baden (AG) a causa della chiusura difettosa della porta di una carrozza ha mostrato le molte lacune delle FFS e continua ad avere un impatto importante sui dipendenti, spiega Barbara Spalinger, vicepresidente del Sindacato del personale dei trasporti SEV, in un’intervista pubblicata dal portale informativo Watson.

«Che si tratti di controllori, della manutenzione o di macchinisti, secondo la nostra analisi sussiste una carenza di personale in ogni attività delle FFS», sostiene l’esperta. «Questo è ovviamente dovuto a gravi errori di pianificazione e alle innumerevoli riorganizzazioni, che devono essere immediatamente interrotte». Tanto più che nei prossimi anni andranno in pensione 10’000 collaboratori delle FFS, fa notare.

Quale CEO, Andres Meyer ha la responsabilità della situazione. «Durante il suo mandato ha promosso un cambiamento culturale a favore della digitalizzazione, che in alcuni casi è sensato. Ma negli ultimi anni le FFS hanno trascurato l’esercizio ferroviario. Le FFS esistono per gestire i treni, non per produrre auto volanti», sottolinea Spalinger.

«Un altro problema è che la direzione del gruppo è lontanissima dalla realtà e dall’esercizio ferroviario», prosegue la sindacalista che fra l’altro già partecipò allo sciopero delle donne del 1991. «Le FFS sono un’azienda molto grande ed estremamente complessa. Le informazioni importanti e le valutazioni non sempre raggiungono il posto giusto. Questo è un altro motivo per cui il personale non si fida più dei suoi capi. Al momento l’impresa è tutt’altro che in buone condizioni».

I ritardi dei treni sono tutto meno che eccezioni. «Le carrozze sono spesso sporche, le porte chiuse a chiave, le finestre presentano graffiti: per quanto ne so io le FFS non sono mai state così male come adesso». Questo si ripercuote sui dipendenti. «Se in un treno cinque servizi igienici non possono essere utilizzati i passeggeri diventano furiosi. I collaboratori delle FFS si trovano così sempre più spesso a fungere da parafulmini per clienti ferroviari frustrati».

«Ho l’impressione che i dipendenti delle FFS, nonostante tutti gli ausili digitali, siano molto stressati», insiste la vicepresidente del SEV. «La cosa peggiore è la carenza di personale: ci sono stati giorni in cui mancavano 30 macchinisti solo a Zurigo, immaginate un po’ cosa significhi». Al momento la fluttuazione del personale è ancora bassa, ma vi sono comparti in cui in seguito a riorganizzazioni un terzo delle maestranze ha lasciato il lavoro o è stato spostato: in tal modo vanno perse molte conoscenze.

Secondo Spalinger per succedere ad Andreas Meyer - che in settembre ha fatto sapere che lascerà la stanza dei bottoni al più tardi a fine 2020 - non potrà essere assunto un manager qualunque: «il nuovo responsabile dovrà mantenere alto il servizio pubblico e sentire che le FFS fanno parte dell’identità svizzera».

L’intervista alla sindacalista arriva in un giorno in cui una nuova notizia rischia di non provocare giubilo fra i clienti di FFS in Ticino: è infatti emerso che i nuovi Giruno che saranno attivi con il cambio di orario per alcuni collegamenti sull’asse del San Gottardo saranno meno capienti dei treni usati attualmente. 20 Minuten ha calcolato che solo domenica pomeriggio e sera vi saranno 400 posti in meno dal Ticino in direzione della Svizzera tedesca.

Questo è voluto, hanno fatto sapere a 20 Minuten le FFS: i Giruno sono concepiti per i collegamenti internazionali, verso l’Italia, e hanno meno posti in prima e seconda classe. Gli ICN invece, pensati per il traffico interno alla Svizzera, hanno più capacità. Peraltro non è ancora chiaro quando i Giruno raggiungeranno Milano e altrove: per il momento i nuovi convogli circoleranno solo nella Confederazione.

Secondo le FFS le capacità sono sufficienti: ammettono però che in giorni di punta i posti potrebbero essere pochi e che i clienti si potrebbero perciò arrabbiare. Con l’apertura della galleria di base del Ceneri sarà però possibile ricorrere a treni a due piani sull’asse nord-sud.

Nel frattempo le FFS consigliano a chi parte dal Ticino di privilegiare gli Intercity, visto che gli Eurocity arrivano già praticamente pieni dall’Italia. E se proprio si punta sugli Eurocity di prenotare il posto. Per chi può essere flessibile, l’azienda propone di scegliere orari meno di punta, approfittando così anche di biglietti a prezzo scontato.

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