Le decisioni del Governo non fanno l’unanimità

rassegna stampa

«Un piccolo giro di vite per evitare un grande disastro» secondo Le Temps, ma le misure introdotte dal Consiglio federale per tutelare l’economia sono una «strategia rischiosa» secondo il Tages-Anzeiger - Ecco come la stampa elvetica ha accolto i provvedimenti in vigore da oggi

Le decisioni del Governo non fanno l’unanimità
©CdT/Archivio

Le decisioni del Governo non fanno l’unanimità

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Il Consiglio federale introduce nuove misure contro la diffusione del coronavirus, dall’obbligo di indossare la mascherina negli ambienti chiusi, alle limitazioni sulla partecipazione agli eventi privati, alle regolamentazioni nel settore della ristorazione, fino a raccomandare il telelavoro laddove possibile.

Provvedimenti che hanno immediatamente scatenato reazioni da più parti, e in particolare quelle della stampa elvetica. Le Temps questa mattina parla di un «piccolo giro di vite per evitare un grande disastro», ma pone l’accento, nell’editoriale, sul limite del federalismo data la necessità di avere misure uniformi. Il Tages-Anzeiger da parte sua valuta i provvedimenti come «moderati»: il Consiglio federale tenterebbe così di limitare la propagazione del virus senza tuttavia sfavorire l’economia. Una strategia, questa, valutata rischiosa. La situazione, sempre secondo il Tagi, avrebbe necessitato misure più restrittive. Una critica viene pure mossa agli ambienti economici in cui l’introduzione dell’obbligo di indossare la mascherina negli spazi chiusi ha fatto levare grida di malcontento.

Punta invece sulla «contraddizione» delle misure implementate dal Governo federale il Blick: vi sarebbe infatti incongruenza tra la limitazione fissata per le feste private e il permesso concesso a discoteche e club di restare aperti, ancora in vigore in molti cantoni. Positive le decisioni del Consiglio federale per la Neue Zürcher Zeitung, che stima che il Governo ha evitato di cedere al panico. L’evoluzione della pandemia, per l’editorialista della NZZ, dipende infatti più dalla responsabilità e dal comportamento dei singoli che dalle decisioni politiche.

Il caso di Berna

Sta inoltre scatenando l’ira dei club di hockey e di calcio, la decisione presa a livello cantonale a Berna di proibire tutte le manifestazioni con più di mille persone. I responsabili delle società sportive evidenziano le difficoltà economiche a cui dovranno forzatamente fare fronte i sodalizi in assenza di pubblico. A creare preoccupazione tra i vertici del Dipartimento della sanità bernese sono in particolare gli spostamenti pre e post partita. Per il Tages-Anzeiger, la decisione bernese è però solo la prima di una serie: anche altri Cantoni seguiranno l’esempio nel corso della settimana. Colpiti dalla misura anche diversi organizzatori di mercatini natalizi, che rischiano di dover rinunciare all’allestimento di bancarelle, che seppure all’aperto, generano un via vai di gente difficilmente controllabile.

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