Le iniziative agricole in otto punti

Domande e risposte

Il 13 giugno voteremo su alcune proposte per diminuire drasticamente l’uso di prodotti fitosanitari nell’agricoltura — Cosa prevedono queste soluzioni? Chi le sostiene? Perché? Qual è invece il punto di vista degli oppositori? Ecco tutto quello che c’è da sapere

Le iniziative agricole in otto punti
Pesticidi spruzzati su un campo di soia, molto usata come foraggio e prodotta anche in Svizzera. © Shutterstock

Le iniziative agricole in otto punti

Pesticidi spruzzati su un campo di soia, molto usata come foraggio e prodotta anche in Svizzera. © Shutterstock

Una vuole vietare i pesticidi sintetici, l’altra che i pagamenti diretti della Confederazione possano andare solo alle aziende che (fra le altre cose) non ne facciano uso. Ecco quanto c’è da sapere sulle due iniziative anti-pesticidi in votazione il 13 giugno.

1. Che cosa chiedono le due iniziative?

Le due iniziative – che spesso vengono presentate assieme, come faremo noi ora qui – hanno lo stesso scopo: migliorare la protezione dell’ambiente e della salute dell’uomo limitando l’uso di pesticidi. I mezzi sui quali puntano sono però diversi.

2. Quali sono i mezzi su cui punta l’iniziativa «Per una Svizzera senza pesticidi»?

L’iniziativa «Per una Svizzera senza pesticidi sintetici» - usati contro insetti, funghi o piante non gradite - chiede che se ne proibisca l’uso sia nell’agricoltura, sia negli spazi pubblici, sia nei giardini privati. Il testo chiede poi che venga proibita l’importazione di derrate alimentari per la cui produzione è stato fatto uso di questi prodotti. L’iniziativa prevede un termine transitorio di 10 anni entro il quale l’uso di pesticidi potrà eccezionalmente essere autorizzato, ad esempio per far fronte a una situazione di penuria straordinaria.

3. Qual è invece la strategia dell’iniziativa «Per acqua potabile pulita e cibo sano»?

Invece di un divieto di pesticidi, questo testo propone che i pagamenti diretti versati da Berna all’agricoltura vengano negati laddove non sia rispettata la biodiversità, si usino pesticidi e, nell’allevamento, si faccia uso preventivo di antibiotici. Per i promotori dell’iniziativa i pagamenti diretti vanno garantiti solo a chi alleva animali che possono essere nutriti con mangime prodotto nella stessa azienda. Questo per avere una quantità minore di liquame e letame nel suolo. Inoltre, il testo chiede che Berna possa finanziare la formazione, la consulenza, la ricerca e gli investimenti nel settore agricolo solo nell’ambito degli obiettivi dell’ iniziativa. È previsto un termine transitorio di 8 anni.

4. Esistono punti poco chiari. Quali sono?

Nel quadro delle norme vigenti, la nozione di «pesticidi sintetici» non è chiaramente definita. Il testo della prima iniziativa parla di pesticidi sintetici, ma non ne specifica il significato. Se l’iniziativa fosse accettata, il Parlamento dovrebbe definire tale nozione nella legge: le conseguenze di un divieto di tutti i pesticidi sintetici dipenderebbero quindi da questa definizione. Nell’ambito della seconda iniziativa si dibatte invece attorno alla possibilità di continuare a fare compravendita di foraggio. Il testo dell’iniziativa vuole che la Confederazione versi pagamenti diretti alle aziende agricole a condizione che queste presentino «un effettivo di animali che può essere nutrito con il foraggio prodotto nell’azienda». Secondo i favorevoli lo scambio di foraggio tra aziende (una che produce mangime, l’altra che alleva il bestiame che lo consuma) è garantito. I contrari però affermano: così come formulato il testo ciò non sarà più possibile. In caso di un sì, tutto il foraggio dovrà essere prodotto dalla stessa azienda.

5. Chi sono i favorevoli ai due testi?

I Verdi, i Verdi liberali (per l’iniziativa per l’acqua potabile, mentre sui pesticidi sintetici danno libertà di voto), il PS, nonché Pro Natura, il WWF, Greenpeace e l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana.

6. Chi sono i contrari?

L’UDC, il PLR, il Centro, l’Unione svizzera dei contadini, Economiesuisse e l’Unione svizzera delle arti e mestieri. Da parte sua, Bio Suisse dice sì all’iniziativa contro i pesticidi sintetici e no a quella per l’acqua potabile.

7. Quali gli argomenti dei contrari?

I due testi sono radicali e rischiano di mette a repentaglio la sopravvivenza dei contadini. Non solo: misure igieniche nei processi di produzione potrebbero venire a mancare. Si prevedono inoltre grossi cali nella produzione nazionale e quindi più importazioni, con conseguenze negative sull’ambiente e sui prezzi, che per i contrari salirebbero. Inoltre, divieti di importazione violerebbero gli accordi commerciali internazionali in vigore. Già oggi si starebbe già andando nella giusta direzione. Formalmente non esistono controprogetti alle due iniziative, il Parlamento ha però elaborato modifiche di legge per ridurre i rischi associati all’uso di pesticidi. Le misure previste sono un inasprimento delle condizioni per l’omologazione e l’utilizzo di pesticidi; l’inasprimento delle condizioni per l’utilizzo di prodotti fitosanitari nelle aree in cui la qualità delle acque sotterranee potrebbe essere pregiudicata; un obbligo di registrazione in una banca dati centrale dei pesticidi utilizzati a titolo professionale.

8. Quali gli argomenti dei favorevoli?

Oltre un milione di persone, tra cui bambini e neonati, consumano attualmente acqua potabile contaminata da pesticidi provenienti dall’agricoltura. I valori limite sono superati. L'uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti porta a batteri resistenti agli antibiotici, che giungono nel nostro cibo e nell'acqua potabile attraverso il letame e i liquami, mettendo in pericolo la nostra salute. L’allevamento intensivo di animali, nutriti con centinaia di migliaia di tonnellate di foraggio, per lo più importato, porta a letame in eccesso. Tutto questo viene finanziato anche con i pagamenti diretti di Berna all’agricoltura. Per quanto riguarda il rischio di un aumento delle importazioni e il peso che queste avrebbero sul clima, i favorevoli ribattono sostenendo che in Svizzera si produce già troppo: 30-50% delle derrate alimentari finiscono per essere buttate. Meno importazione potrebbe incentivare a risolvere questo problema. Nel 2017 la popolazione ha inoltre detto sì al controprogetto all’iniziativa per la sicurezza alimentare, che chiede rapporti commerciali sostenibili. La Svizzera è quindi tenuta a importare nel rispetto dell’ambiente. Infine, quanto fatto dal Parlamento non basta. Che non ci sia la volontà di adottare una riforma convincente si vede anche dal fatto che il dibattito sul pacchetto sul futuro dell’agricolura PA22+ è stato sospeso. Questo contiene anche alternative all’iniziativa sull’acqua potabile.

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