Le misure del Governo piacciono agli svizzeri

Pandemia

Secondo un sondaggio, la maggioranza della popolazione elvetica ha fiducia nelle autorità federali, ma c’è chi chiede ulteriori restrizioni

Le misure del Governo piacciono agli svizzeri
©KEYSTONE/Anthony Anex

Le misure del Governo piacciono agli svizzeri

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Gli svizzeri hanno fiducia nelle autorità federali e nelle misure finora prese di fronte all’epidemia di coronavirus, anche se una minoranza ritiene che si potrebbe fare di più. In particolare la maggioranza della popolazione della Svizzera romanda auspica ulteriori restrizioni alle uscite di casa.

Secondo un sondaggio condotto online dal 21 al 23 marzo dall’istituto Sotomo per la SSR (e pubblicato ieri), la grande maggioranza delle persone interrogate sostiene le direttive del Consiglio federale così come sono state prese. Molto poche ritengono che le autorità abbiano reagito in modo eccessivo: tra l’1% sulle misure a sostegno del sistema sanitario e il 9% sulla chiusura dei negozi. Al contrario, circa il 42% avrebbe voluto spingersi oltre con le restrizioni di viaggio.

Le misure che limitano la libertà di movimento delle persone raccolgono il 54% dei favori, e l’approvazione sale al 69% per le misure che intervengono sull’economia (chiusura di negozi e altri servizi non vitali).

In merito al sondaggio, il direttore di Sotomo, Michael Hermann, nota che la popolazione della Svizzera tedesca ha chiaramente preso bene l’approccio del Consiglio federale. Invece solo nella Svizzera romanda - e non in quella tedesca o in Ticino - una maggioranza chiede ulteriori restrizioni all’uscita. Oltre che per l’evoluzione dell’epidemia, ciò può essere spiegato per la diversa culturali sul ruolo dello Stato e sulla responsabilità individuale.

È interessante notare che sono soprattutto i giovani a chiedere maggiori restrizioni di movimento. Tra gli intervistati più anziani, una maggioranza schiacciante concorda infatti con la linea adottata dal Consiglio federale. L’invito a non uscire più di casa è rivolto soprattutto alle persone di oltre 65 anni. E gli anziani rimangono a casa più spesso dei giovani.

La popolazione svizzera è poi letteralmente divisa a metà sul fatto che il Consiglio federale abbia agito in tempo: il 49% ritiene che le autorità di Berna abbiano tardato a reagire, mentre la stessa quota pensa che le misure adottate siano state adeguate e giunte al momento opportuno. Solo il 2% parla di una reazione precipitosa. Ancora una volta, sono soprattutto i giovani adulti che avrebbero voluto una risposta più decisa.

Riguardo alle inquietudini evocate dagli interrogati, il 48% ammette di avere molta paura di essere infettato dal coronavirus, contro l’11% che non ha affatto paura. Sono poi citate la limitazione delle libertà (38%), le perdite finanziarie (33%), la perdita del posto di lavoro (15%) e l’aumento dei conflitti privati (10%).

Malgrado il forte timore verso l’infezione, gran parte degli svizzeri devono avere fiducia nel sistema sanitario nazionale: il 72% dichiara di non avere alcuna preoccupazione per la propria salute o di averne ben poca, mentre il 28% afferma il contrario. Rapporto che per altro non varia molto in base all’età: ad esempio, il 57% delle persone tra i 65 e i 75 anni non teme per la propria salute (54% tra gli over 75). E tutto ciò quando i tre quarti (74%) degli intervistati (ma ben l’80% fra chi ha meno di 35 anni) pensano che gli ospedali svizzeri subiranno la stessa saturazione di quelli in Lombardia.

In fine, la maggioranza degli interpellati ritiene che la situazione si calmerà in giugno; il 2,2% spera addirittura che si normalizzi già in aprile, quindi fra pochi giorni o settimane.

Il sondaggio di Sotomo, che ha preso in considerazione 30’460 persone di oltre 15 anni di età, ha un margine di errore di 1,1 punti percentuali.

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