Le sfide di un comprensorio sciistico binazionale

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Les Portes du Soleil al confine franco-svizzero sarà confrontato con misure sanitarie diverse con impianti chiusi da una parte e aperti dall’altra - Si prevede una navetta per recuperare i clienti francesi ma il governo vallesano non ci sta

Le sfide di un comprensorio sciistico binazionale

Le sfide di un comprensorio sciistico binazionale

Il comprensorio sciistico franco-svizzero delle Portes du Soleil è confrontato con misure sanitarie diverse a causa della crisi del coronavirus. Da una parte, quella francese, gli impianti sono chiusi al pubblico. Dall’altra, quella elvetica, un bus navetta si appresta a recuperare gli eventuali sciatori francesi. Il governo vallesano però non approva.

Ieri il presidente del consiglio di amministrazione delle Portes du Soleil Suisse, Enrique Caballero, ha indicato sulle onde di Rhône FM di voler «andare a cercare gli sciatori a Châtel e nelle altre stazioni francesi delle Portes du Soleil con un bus (...). Così assorbiremo una parte della clientela francese», ha aggiunto.

Contattato oggi dall’agenzia Keystone-ATS, il presidente del Consiglio di Stato vallesano Christophe Darbellay vi intravvede una «mancanza di tatto che sarebbe interpretata come una provocazione dal governo francese». Una cosa è accogliere i turisti francesi, un’altra è andare a cercarli attivamente sul posto, ha deplorato il capo del Dipartimento cantonale vallesano dell’economia, che ha trasmesso la sua posizione al cda delle Portes du Soleil suisse.

A Keystone-ATS, Enrique Caballero ha precisato che il bus navetta è messo a disposizione su richiesta di Châtel (Francia) tra questa località e Morgins (VS). «Non si tratta in un alcun modo di marketing. (...) Cerchiamo soltanto di evitare una saturazione dei parcheggi», ha rilevato.

Caballero ha aggiunto che questo servizio concernerebbe soltanto «alcune decine di persone al giorno» viste le misure prese in Francia. Il premier francese Jean Castex ha indicato oggi che durante le feste gli impianti sciistici dovranno rimanere chiusi, così come i bar e i ristoranti.

Dal canto suo, il consigliere federale Alain Berset ha dichiarato oggi in una conferenza stampa a Berna che gli impianti di risalita elvetici potranno rimanere aperti o aprire a severe condizioni e seguendo piani di protezione appropriati.

La reazioni degli ambienti interessati non si è fatta attendere. La Federazione svizzera del turismo si è congratulata per il segnale dato oggi da Berset. La chiusura degli impianti sciistici sarebbe devastatrice per il turismo elvetico. Migliaia di aziende e di impieghi nelle regioni di montagna dipendono dai redditi durante i mesi invernale.

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