Legge COVID-19, verso il sostegno anche agli indipendenti

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Il Consiglio degli Stati ha deciso dare appoggio alla categoria e ai datori di lavoro penalizzati dalle misure restrittive decise dal Governo

Legge COVID-19, verso il sostegno anche agli indipendenti
©KEYSTONE/Peter Schneider

Legge COVID-19, verso il sostegno anche agli indipendenti

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Passo importante oggi del Consiglio degli Stati nei confronti del Nazionale in merito alla Legge Covid-19. I «senatori» hanno infatti deciso di sostenere i lavoratori indipendenti e i datori di lavoro penalizzati dalle misure restrittive decise dal Consiglio federale a causa del coronavirus. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per l’esame delle divergenze rimanenti.

Il disegno presentato dall’esecutivo, sebbene attaccabile mediante referendum, dovrebbe entrare subito in vigore non appena adottato dalle camere il prossimo 24 di settembre. Sostituisce quei provvedimenti adottati dal governo col diritto d’urgenza nei mesi scorsi, e che scadono dopo sei mesi, per far fronte alla pandemia di coronavirus.

I «senatori» hanno esaminato questo oggetto a passo di carica, dopo aver trattato in entrata la legge sull’incoraggiamento alla cultura per il periodo 2021-2024. Oltre agli indipendenti e ai datori di lavoro, potranno usufruire delle indennità per perdita di guadagno anche le persone che hanno dovuto ridurre l’attività a causa del virus, ma solo se hanno subito un calo del fatturato di almeno il 60% rispetto agli anni 2016-2019. Quest’ultima precisazione è stata accolta dal plenum per 29 voti a 13, con la destra che avrebbe voluto condizioni più rigide.

Per quanto attiene al versamento delle IPG, quest’ultime saranno calcolate sulla base della dichiarazione presentata dalla persona interessata. Le informazioni fornite saranno controllate a campione. Gli Stati non vogliono limitare la somma a 196 franchi al massimo per giorno di inattività né fissare un massimo di 150 mila franchi di reddito annuo per ricevere questo aiuto.

Tutte queste misure hanno effetto retroattivo al 17 di settembre, quando scadono i provvedimenti a favore di indipendenti e titolari d’imprese, tra l’altro attive nel settore delle manifestazioni.

La Camera dei cantoni ha fatto un passo ulteriore verso il Nazionale stabilendo che potranno godere del lavoro ridotto anche i lavoratori su chiamata con contratto a tempo indeterminato. Esclusi invece gli apprendisti e le persone ingaggiate da società attive nel lavoro interinale. La sinistra, come il Nazionale, avrebbe voluto estendere gli aiuti anche ai tirocinanti e ai lavoratori con contratti a tempo determinato.

Il datore di lavoro, inoltre, potrà servirsi delle riserve previste per il pagamento dei contributi salariali destinati alla cassa pensione onde far fronte a una mancanza di liquidità. Gli Stati si sono così adeguati al Nazionale su questo punto.

Tra le due camere sussistono tutt’ora differenze per quanto riguarda i casi di rigore, o difficili. Le imprese attive nel turismo, come le agenzie di viaggio, o nelle manifestazioni penalizzate dalla pandemia potranno essere sostenute, a condizione però che uno o più cantoni ne facciano richiesta e partecipino almeno per metà al finanziamento.

Affinché sia dato un «caso di rigore», è necessario che il fatturato annuale di una società sia inferiore al 60% della media pluriennale. Andrebbe considerata anche la situazione patrimoniale. «Un imprenditore che naviga nell’oro non deve inoltrare una richiesta di aiuto», ha sostenuto a nome della commissione Paul Rechsteiner (PS/SG). Il sostegno sarà inoltre accordato solo se la ditta in questione era redditizia prima della crisi. Saranno possibili anche contributi a fondo perso.

Altra concessione importante degli Stati nei confronti del Nazionale: la cultura deve poter contare su aiuto per 100 milioni, invece degli 80 milioni previsti dal Consiglio federale e finora sostenuti anche dai «senatori».

Un’intesa è stata trovata anche sul sostegno mediante prestiti ai club sportivi professionistici. La Confederazione potrà accordare ai club relegazioni a un grado inferiore per i prestiti, e ciò per non spingere al fallimento i sodalizi sportivi.

Per quanto riguarda il margine di manovra del governo, quest’ultimo dovrà consultare non solo i Cantoni, ma anche i partner sociali, come sempre auspicato dal Nazionale.

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