Levrat: «Il mio cruccio più grande? Il voto del 9 febbraio»

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Il 49.enne si dice invece fiero di aver contribuito a creare «un Consiglio federale progressista» fra il 2008 e il 2015, l’epoca di Eveline Widmer-Schlumpf

Levrat: «Il mio cruccio più grande? Il voto del 9 febbraio»
© KEYSTONE/Lukas Lehmann

Levrat: «Il mio cruccio più grande? Il voto del 9 febbraio»

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È l’iniziativa per l’immigrazione di massa, accolta il 9 febbraio 2014 dal popolo svizzero, la sconfitta più bruciante per il presidente del PS uscente Christian Levrat.

L’approvazione del mandato costituzionale - sì al 50,3% (68,2% in Ticino, 50,6% nei Grigioni) - «poteva essere evitata se il mio partito si fosse messo d’accordo con i liberali radicali su un’estensione delle misure accompagnatorie» alla libera circolazione delle persone con l’Ue «e se avessimo preso sufficientemente sul serio l’iniziativa», afferma Levrat in dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa Keystone-ATS.

Il 49.enne si dice invece fiero di aver contribuito a creare «un Consiglio federale progressista» fra il 2008 e il 2015, l’epoca di Eveline Widmer-Schlumpf. L’allora maggioranza in governo ha portato alla decisione di uscire dal nucleare e all’abolizione del segreto bancario, sottolinea il consigliere agli Stati (rieletto domenica).

Chi dovrà ora guidare il PS? «Sono l’ultimo che esprime desideri riguardo al mio successore, il tema è veramente di competenza del partito», taglia corto Levrat.

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