Limite di 50 persone: la cultura svizzera saprà adattarsi?

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Secondo la portavoce dell’apposita task force, alcune associazioni si troveranno in difficoltà, ma altre «saranno felici di poter lavorare, anche se in scala ridotta» - Più pessimista il direttore della Swiss Music Promoters Association: «È, de facto, un divieto professionale»

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Mentre si moltiplicano gli annullamenti di eventi, concerti e manifestazioni in tutta la Svizzera, il settore culturale tenta di adattarsi alle nuove restrizioni annunciate ieri dal Consiglio federale.

«Gli spazi sovvenzionati sono in una situazione migliore per affrontare questa chiusura parziale, almeno a breve termine», ha rilevato all’agenzia Keystone-ATS Sandra Kuenzi, portavoce della task force cultura e presidente di T.., l’associazione dei professionisti dello spettacolo, che riunisce 1.800 esponenti della scena teatrale indipendente elvetica.

«Per molti organizzatori, la limitazione a 50 persone significa in realtà un divieto professionale. Per loro non è redditizio proporre un evento per sole 50 persone in una sala con 200, 300 o 1.000 posti», ha aggiunto Kuenzi. «Altri sono però felici di poter continuare a lavorare, anche in scala ridotta».

«Speravamo che il duro lavoro degli ultimi mesi, dedicato all’attuazione dei concetti di protezione, avrebbe impedito una chiusura parziale», si è rammaricata Kuenzi, affermando di non credere che i 50 spettatori autorizzati verranno comunque nelle sale cinematografiche, dato che il Consiglio federale consiglia alla popolazione di rimanere a casa. Si può comunque continuare a organizzare eventi in un’atmosfera più intima, come letture, piccoli concerti, vernici o spettacoli teatrali, ha aggiunto ancora Kuenzi.

Stefan Breitenmoser, direttore della Swiss Music Promoters Association (SMPA), l’associazione svizzera degli organizzatori di concerti, spettacoli e festival musicali, è più pessimista. «Il limite di 50 persone è un divieto professionale de facto per la maggior parte degli organizzatori di eventi», ha affermato, parlando di «sentimento di impotenza» legato alla difficoltà di pianificare qualsiasi cosa per diversi mesi.

L’orario ridotto per i dipendenti e l’indennità di perdita di guadagno (IPG) per gli autonomi e le persone assimilate a un datore di lavoro devono essere mantenuti senza restrizioni, sostiene Breitenmoser, chiedendo ai Cantoni di decidere entro la fine di ottobre in merito al risarcimento degli eventi e che il denaro venga versato il più presto possibile.

La legge anti-COVID-19 è stata approvata il 25 settembre dalle Camere. Dopo gli aiuti stanziati nel 2020, il prossimo anno la Confederazione destinerà 100 milioni ai Cantoni per sostenere le imprese culturali, 20 milioni a Suisseculture Sociale per aiutare gli operatori culturali e 10 milioni alle associazioni mantello per le organizzazioni amatoriali.

La task force cultura è stata istituita nel marzo 2020 per rappresentare il più possibile gli interessi dell’industria culturale svizzera di fronte al mondo politico. Comprende oltre 90 associazioni di tutto il Paese.

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