Lo tsunami verde perde forza, per Cassis è il giorno della verità

Elezione del Governo

Questa mattina sapremo se l’assalto di Regula Rytz al seggio del consigliere federale ticinese andrà a buon fine o meno - I numeri frenano però i sogni di gloria degli ecologisti

Lo tsunami verde perde forza, per Cassis è il giorno della verità
I consigliere federale Ignazio Cassis tra i colleghi Ueli Maurer, Alain Berset e Karin Keller-Sutter. © CdT/Gabriele Putzu

Lo tsunami verde perde forza, per Cassis è il giorno della verità

I consigliere federale Ignazio Cassis tra i colleghi Ueli Maurer, Alain Berset e Karin Keller-Sutter. © CdT/Gabriele Putzu

DA BERNA - Il tanto atteso giorno della verità è arrivato. Oggi, mercoledì 11 dicembre, si saprà se il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis (PLR) riuscirà a difendere il suo seggio in Governo dall'onda verde ecologista. I Verdi, lo ricordiamo, lo hanno rivendicato sulla scia dei risultati conseguiti alle federali di ottobre, chiedendo un cambio in corsa della formula magica che da sessant'anni regola la distribuzione dei seggi in Consiglio federale.

La contesa inizierà alle 8, quando la presidente dell’Assemblea federale Isabelle Moret (PLR) suonerà la campanella che darà il via alla mattinata elettorale. Per primo toccherà a Ueli Maurer (UDC), seguito – in rigoroso ordine di anzianità di carica – da Simonetta Sommaruga (PS), Alain Berset (PS) e Guy Parmelin (UDC). Tutti e quattro i consiglieri federali uscenti dovrebbero ottenere la maggioranza assoluta, ovvero metà più una delle schede valide, già al primo turno. In seguito toccherà proprio a Cassis, a cui i Verdi opporranno la sfidante bernese Regula Rytz. Dopo il «piatto forte» la mattinata elettorale si concluderà con la riconferma delle ultime due uscenti Viola Amherd (PPD) e Karin Keller-Sutter (PLR).

La contesa inizierà alle 8, quando la presidente dell’Assemblea federale Isabelle Moret (PLR) suonerà la campanella che darà il via alla mattinata elettorale

Questa mattina, dunque, sapremo se per la prima volta dal 1999 il Consiglio federale verrà rieletto in blocco oppure se ci sarà una ventata di novità a Palazzo. Per rimanere aggiornati potrete seguire la diretta su CdT.ch, su Ticinonews e, dalle 7.45, anche su TeleTicino con Sacha Dalcol e i suoi ospiti.

I numeri frenano l'onda verde

Il sogno ecologista pare però destinato a infrangersi già in partenza. Per poter sostituire un consigliere federale in carica, infatti, l'onda verde ha bisogno di un ampio sostegno da parte delle altre forze politiche. Un consenso che i freddi numeri non sembrano però premiare. Vediamo perché.

In Parlamento l'UDC, che ieri ha annunciato di sostenere all'unanimità gli uscenti, vanta 62 seggi, seguito dal Partito socialista con 48, dal Gruppo di centro (PPD, Evangelici e PBD) con 44, dal PLR con 41, dai Verdi con 35 e dai Verdi liberali con 16.

Per essere eletta, Rytz dovrebbe contare su una novantina di preferenze, ovvero i 35 voti dei Verdi più quelli di quasi tutto il Gruppo socialista e su un numero imprecisato di Verdi liberali

Il PPD, che si è già espresso per il mantenimento dell'attuale formula magica (incassando un laconico «fifoni» dal capogruppo ecologista Balthasar Glättli) e ha rinunciato a sentire in audizione la Rytz, ha riconosciuta la pretesa dei Verdi di un seggio in Consiglio federale ma ha chiarito che la stessa non deve passare dall'estromissione «del ticinese Cassis».

Tirando le somme, Rytz dovrebbe quindi poter contare su una novantina di preferenze, ovvero sui 35 voti dei Verdi più quelli di quasi tutto il Gruppo socialista - che oggi ha deciso a maggioranza (con tre astensioni) di sostenere la candidata ecologista e tutti gli uscenti tranne Cassis - e su un numero imprecisato di Verdi liberali. Questi ultimi hanno fatto sapere oggi che «lasceranno libertà di voto in quanto - ha spiegato la capogruppo Tiana Moser - l'ingresso di un terzo consigliere federale in Governo non rispecchierebbe i rapporti di forza nel Paese». La decisione non è certo giunta come un fulmine a ciel sereno: già negli scorsi giorni il presidente Jürg Grossen ha fatto sapere di preferire una figura «meno di sinistra» e più moderata. Insomma, i numeri di Rytz sono ben lontani dalla fatidica soglia dei 124 voti necessari al ribaltone.

La notte dei lunghi coltelli... spuntati

Un'ulteriore conferma dello status quo la si ottiene, oltre che dai recenti titoli dei principali quotidiani e domenicali nazionali, dalla «notte dei lunghi coltelli», la serata precedente alle elezioni che si tiene all'Hotel Bellevue e durante la quale vengono discussi, concordati e, si spera, attuati gli ultimi intrighi politici.

Il termine, lo ricordiamo, venne coniato nel 1983 quando la zurighese Lilian Uchtenhagen (PS), la prima donna a candidarsi per un seggio al Consiglio federale e sgradita alla destra, venne scartata a favore del più gradito collega di partito solettese Otto Stich.

Questa volta, però, scordatevi ambientazioni e complotti degni del Trono di Spade: più che di «notte dei lunghi coltelli» quella di ieri è stata una serata conviviale durante la quale sono stati decisamente pochi i presenti disposti a scommettere il classico penny bucato sull'estromissione di Ignazio Cassis da Palazzo federale.

Un messaggio politico?

Insomma, l'unica speranza per un clamoroso cambio in corsa è riposta in una improbabile «diserzione» di massa al centro oppure di qualche democentrista scontento da quel famoso tasto «reset» in ambito di politica estera europea mai realmente premuto nei tempi e nei modi auspicati dalla destra. Ma anche questi scenari sono solo fantapolitica, che però portano a una possibile chiave di lettura della giornata elettorale di oggi. Ovvero quella di un messaggio politico che verrebbe indirizzato a Cassis in caso di rielezione tutt'altro che brillante, diciamo sotto i 150 voti.

Secondo la «NZZ am Sonntag», ad esempio, il PPD starebbe studiando il modo di fargli conseguire un cattivo risultato tramite un’elezione sul filo di lana oppure solo al secondo turno, con l'obiettivo primario di indebolire la sua posizione nell'ottica di un nuovo rimpasto dei Dipartimenti. I rumors di Palazzo parlano di una decina di voti che verrebbero quindi «dirottati» su Regula Rytz.

Secondo la «NZZ am Sonntag», ad esempio, il PPD starebbe studiando il modo di far conseguire a Cassis un cattivo risultato tramite un’elezione sul filo di lana

Stessa cosa potrebbero fare i democentristi più delusi dal ticinese per i motivi di cui sopra, optando per qualche scheda bianca. Infine, una teoria ancora più stravagante – così l'aveva definita Il Caffé la scorsa domenica – vede i fedelissimi di Karin Keller-Sutter scaricare il collega Ignazio Cassis in quanto quest'ultimo preferì votare per Guy Parmelin all'Economia in occasione della redistribuzione dipartimentale del 10 dicembre 2018. Ma qui, più che di fantapolitica, si rischia di sconfinare nella fantascienza.

La formula magica

Insomma, Cassis dovrebbe aver dormito sonni relativamente tranquilli. Tornando alla formula magica (2-2-2-1), va detto che per metterla in dubbio non basta la continuità di risultati elettorali ottenuti da un partito, ma serve anche una forza propositiva e realizzativa nell’attività legislativa in Parlamento e un certo peso specifico in termini di seggi nell’intera Assemblea federale, quindi sia al Nazionale sia agli Stati, e dei propri rappresentanti negli Esecutivi cantonali.

L'errore dei Verdi è dunque stato quello di considerare il seggio in Consiglio federale come dovuto alla luce del risultato, seppur eccellente, alle ultime votazioni federali. Il sasso è stato lanciato e verosimilmente, se il partito saprà riconfermarsi, se ne riparlerà in tempi non lontani. In futuro non è neppure escluso che il nuovo Parlamento possa rilanciare la discussione sull'allargamento del Consiglio federale a nove membri.

Sonni tranquilli, dicevamo, ma non dimentichiamo che Palazzo federale non è immune ai colpi di scena dell'ultimo minuto. Per conferma chiedere a Ruth Metzler e Cristoph Blocher, i quali vennero clamorosamente estromessi nel 2003, rispettivamente nel 2007...

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  • 1 Nico Nonella
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