Mafie in Svizzera, troppi i silenzi: «Serve maggiore trasparenza»

Criminalità organizzata

Chi si era illuso che la Confederazione potesse essere un’isola felice ha dovuto fare i conti con un brusco risveglio - Un’indagine della giornalista specializzata Madeleine Rossi racconta la realtà della presenza nel Paese delle «locali» affiliate alle ’ndrine calabresi

 Mafie in Svizzera, troppi i silenzi: «Serve maggiore trasparenza»
© CdT/ Chiara Zocchetti

Mafie in Svizzera, troppi i silenzi: «Serve maggiore trasparenza»

© CdT/ Chiara Zocchetti

In Svizzera sono attive almeno 20 «locali» della ’ndrangheta. A dirlo è Nicola Gratteri, procuratore capo a Catanzaro, senza dubbio il magistrato che meglio di ogni altro conosce la storia, gli uomini e le dinamiche dell’organizzazione criminale calabrese, la “mafia” più forte, ricca e spietata dell’Occidente. Venti «locali», ovvero gruppi di persone che agiscono e si muovono secondo gli ordini dei capi delle ’ndrine. Le famiglie che dominano, letteralmente, la Calabria. E che nell’ultimo decennio hanno artigliato il mondo.

Nessuna isola felice

Chi si era illuso che la Svizzera potesse essere un’isola felice aveva dovuto fare i conti con un brusco risveglio già nel 2016, con l’operazione di polizia di Frauenfeld, nel canton Turgovia. Un caso eclatante, ma non isolato. Le “mafie” sono ormai di...

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