Marco Chiesa: «È stata una lotta come Davide contro Golia»

Proiezioni

Questa la lettura del presidente UDC della sconfitta che si prospetta alle urne per l’iniziativa per un’immigrazione moderata - Per la vicepresidente del partito nazionale Céline Amaudruz «ha vinto la clausola ghigliottina»

Marco Chiesa: «È stata una lotta come Davide contro Golia»
©KEYSTONE/Peter Schneider

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(Aggiornato alle 15.19) - «Una lotta di Davide contro Golia»: è la lettura del presidente UDC Marco Chiesa della sconfitta che si prospetta alle urne per l’iniziativa per un’immigrazione moderata. Secondo il consigliere agli Stati ticinese ha avuto un ruolo anche il coronavirus, perché la popolazione è attualmente confrontata con le incertezze dello sviluppo economico. Il tema dell’immigrazione rimarrà comunque nell’agenda politica, ha detto convinto Chiesa. Dopotutto non solo l’UDC vuole evitare una Svizzera da 10 milioni di abitanti. La prossima sfida è ora quella dell’accordo quadro con l’UE. «Adesso si vedrà come si muoveranno il Consiglio federale e gli altri partiti».

«Eravamo soli contro tutti»

Ha vinto la clausola ghigliottina: è la reazione della vicepresidente dell’UDC svizzera Céline Amaudruz al no che si prospetta alle urne per l’iniziativa sull’immigrazione moderata. La convinzione che la fine della libera circolazione avrebbe compromesso tutti gli accordi bilaterali con l’UE ha fatto paura ai cittadini, ha affermato la consigliera nazionale (UDC/GE) ai microfoni di RTS. «Eravamo soli contro tutti», ha ricordato.

«Il tema immigrazione continuerà a impegnarci molto»

La campagna di votazione è stata buona, ma difficile: ha fra l’altro sofferto per le misure di limitazione del contagio del coronavirus. È la reazione della consigliera nazionale Esther Friedli (UDC/SG), responsabile proprio della campagna per il sì. Nonostante la sconfitta che si prospetta alle urne, la deputata rimane battagliera. «Il tema immigrazione continuerà a impegnarci molto, anche nell’ambito dell’asilo», ha spiegato a SRF. L’UDC rimane convinta che la Svizzera, in questi ambiti, debba tornare a prendere in mano le redini del suo futuro.

«Sono stati ascoltati i partner sociali»

La sconfitta dell’iniziativa UDC sull’immigrazione è legata anche all’atteggiamento del Consiglio federale, che contrariamente a quanto successo nel 2014 ha ascoltato le preoccupazioni dei partner sociali: lo sostiene il presidente dell’Unione sindacale svizzera (USS) Yves Maillard. Il governo ha preso sul serio le difficoltà che esistono in particolare per i lavoratori anziani e ha elaborato una pensione ponte per i disoccupati di oltre 60 anni, ha ricordato il politico vodese. L’attacco dell’UDC alle misure di accompagnamento ha mobilitato anche la base sindacale, ha aggiunto. Secondo il consigliere nazionale socialista con questo voto gli svizzeri confermano la via bilaterale e tutti gli impegni della Confederazione. «Anche con lo status quo, abbiamo un livello di integrazione più alto di quello che dovrebbe avere la Gran Bretagna», ha sottolineato. Da parte sua l’Unione Europea non perde nulla. Riguardo all’accordo quadro, secondo Maillard le opzioni sono due: rinegoziare l’accordo con l’UE o interrompere l’esercizio. Così com’è l’intesa è destinata a fallire.

Unia: «È una vittoria dei lavoratori»

Il chiaro «no» all’iniziativa per la limitazione dell’UDC è una vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori: lo sostiene il sindacato Unia, secondo cui il voto rappresenta anche un «sì» alla protezione dei salari e alla parità di diritti per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della Svizzera.

La protezione degli stipendi e delle condizioni di impiego deve avere la massima priorità anche in vista dell’accordo quadro con l’Ue, scrive l’organismo in un comunicato. Le misure di accompagnamento vanno rafforzate, non indebolite.

Unia sottolinea anche come sempre oggi a Ginevra sia stata approvata un’iniziativa popolare lanciata dai sindacati per un salario minimo cantonale di 23 franchi all’ora: un chiaro segnale contro i salari bassi, secondo l’organizzazione.

Céline Amaudruz e Marco Chiesa. ©KEYSTONE/Anthony Anex
Céline Amaudruz e Marco Chiesa. ©KEYSTONE/Anthony Anex
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