Mascherina obbligatoria in tutti gli spazi pubblici chiusi

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L’Esecutivo ha varato una serie di misure estese su tutto il territorio nazionale per contrastare l’impennata dei contagi e evitare il sovraccarico del sistema sanitario: vietati gli assembramenti negli eventi privati e negli spazi pubblici con più di 15 persone, telelavoro raccomandato, consumazione solo al tavolo

Mascherina obbligatoria in tutti gli spazi pubblici chiusi
© KEYSTONE/Marcel Bieri

Mascherina obbligatoria in tutti gli spazi pubblici chiusi

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Netto cambio di passo del Consiglio federale nonostante giovedì in conferenza stampa non abbia presentato nessuna nuova decisione riguardante la pandemia. Questa mattina attorno alle 11 l’Esecutivo si è riunito in una seduta straordinaria per adottare nuove misure drastiche finalizzate a contrastare la diffusione repentina del coronavirus in Svizzera e scongiurare un nuovo lockdown. Le nuove disposizioni entrano in vigore domani, lunedì 19 ottobre. Presenti al momento informativo la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e il consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’interno Alain Berset.

Nella seduta straordinaria di questa mattina il Consiglio federale ha adottato diversi provvedimenti validi in tutta la Svizzera per contrastare l’impennata dei contagi da coronavirus. Da domani, lunedì 19 ottobre, saranno vietati gli assembramenti spontanei di più 15 persone nello spazio pubblico. Nei luoghi al chiuso, accessibili al pubblico, dovrà inoltre essere indossata la mascherina. L’obbligo della mascherina sarà in vigore in tutte le stazioni ferroviarie, negli aeroporti e alle fermate degli autobus e dei tram. Disposizioni particolari sono state emanate per le manifestazioni private con più di 15 persone. Nei ristoranti, bar e locali notturni le consumazioni saranno possibili soltanto da seduti. Il Consiglio federale ha inoltre modificato l’ordinanza COVID-19 dopo avere consultato i Cantoni, introducendo la raccomandazione al telelavoro.

«La situazione è grave»
«Il contagio da coronavirus aumenta rapidamente: in una settimana sono raddoppiati i casi, l’estensione è esponenziale e anche il numero delle ospedalizzazioni è in aumento. Il virus tocca tutti i Cantoni e tutte le classi d’età, la diffusione va frenata ora». Ha esordito così la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga aprendo ufficialmente la conferenza stampa dalla capitale. «Ci vogliono regole uniformi per tutto il territorio nazionale e le nuove norme varate dal Consiglio federale tengono conto anche della volontà dei Cantoni, come ad esempio garantire il tracciamento sistematico di tutti i contatti», ha aggiunto. Sommaruga ha inoltre specificato che se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, il Consiglio federale non esiterà a varare ulteriori misure più drastiche.

«È una prova per tutta la società»
Dal canto suo, il consigliere federale Alain Berset ha ribadito i numeri allarmanti dei contagi nelle ultime settimane: «Se non agiamo subito la situazione esploderà, c’è voluta solo una settimana per raddoppiare i casi e le ospedalizzazioni stanno aumentando. È una prova per tutta la società». Berset ha fatto da eco alle parole della presidente della Confederazione, rilevando che «non vogliamo arrivare per inerzia in una situazione dove dobbiamo prendere per forza misure drastiche, dobbiamo rimanere modesti, ma la seconda ondata sta arrivando e tocca tutto il Paese. Dobbiamo avere un po’ di timore di questa evoluzione, ma sempre nel rispetto degli aspetti sociali ed economici».

Le misure non sono blande rispetto all’allarme che lancia Berna?
«Si potrebbero adottare misure più drastiche - ha spiegato Sommaruga rispondendo a una domanda in sala -, ma si limiterebbe l’aspetto economico. Con queste misure si dovrebbe riuscire ad appiattire la curva della crescita, ma se questo non dovesse essere sufficiente, il Consiglio federale non esiterà a inasprire le disposizioni».

Si parla di raccomandazioni, come devono comportarsi i datori di lavoro?
«Ci rifacciamo a quello che abbiamo vissuto a inizio anno con l’home office: tra marzo e aprile il 70/80% dell’economia ha funzionato lo stesso ed è stato possibile ridurre notevolmente il numero dei contagi. Questo confronto con il mese di marzo dovrebbe farci avere la situazione in pugno, perché riusciremmo a evitare i contagi negli uffici», ha rilevato la presidente della Confederazione.

Il Consiglio federale teme la tensione sociale?
A fronte delle diverse manifestazioni dei negazionisti del coronavirus sparse in diverse città elvetiche, Sommaruga ha spiega che «vige la libertà d’espressione nel nostro Paese, ma quando si parla con le persone, ad esempio con il personale sanitario o con i parenti delle persone malate, bisogna rimanere cauti e tenere conto del loro dolore. Il Consiglio federale è di tutt’altra opinione rispetto ai manifestanti: il nostro compito è evitare questo dolore e abbiamo lo stesso obiettivo a livello federale, cantonale, sociale ed economico».

Obbligo della mascherina unificato per tutta la Svizzera

Dal 6 luglio, chi prende i mezzi pubblici e ha più di 12 anni deve indossare la mascherina. Da domani, quest’obbligo è esteso a tutte le persone che si trovano nelle aree di attesa delle ferrovie, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti o in altri settori di accesso dei trasporti pubblici. Come sinora, sono esentate dall’obbligo le persone che per motivi medici non possono indossare la mascherina. L’obbligo della mascherina viene inoltre introdotto per tutti i luoghi al chiuso accessibili al pubblico, come negozi, centri commerciali, banche, uffici postali, musei, biblioteche, sale cinematografiche, teatri, locali per concerti, locali al chiuso dei giardini zoologici e botanici e dei parchi di animali, ristoranti, bar, discoteche, case da gioco, alberghi (ad eccezione delle stanze), zone di entrata e spogliatoi di piscine, impianti sportivi e palestre, studi medici, ospedali, chiese e luoghi religiosi, consultori e centri di quartiere. L’obbligo vige inoltre nei locali della pubblica amministrazione accessibili al pubblico. Negli asili nido, nelle scuole dell’obbligo, nelle scuole del livello secondario II e del livello terziario e nelle aree per l’allenamento delle strutture per lo sport e il fitness, invece, l’obbligo della mascherina vige soltanto se è previsto dai pertinenti piani di protezione.

Giro di vite per gli eventi privati e negli spazi pubblici

Numerose persone si contagiano nelle manifestazioni private svolte nella cerchia familiare o tra amici. Questo tipo di eventi è da evitare nel limite del possibile. In futuro, alle manifestazioni private con più di 15 persone si potrà consumare soltanto stando seduti. Appena ci si alza dal proprio posto si dovrà indossare la mascherina. Inoltre dovranno essere rispettate le regole generali d’igiene e registrati i dati di contatto. Analogamente alle manifestazioni pubbliche, le manifestazioni private con oltre 100 persone sottostanno all’obbligo di elaborare e attuare un piano di protezione e possono avere luogo soltanto in strutture accessibili al pubblico.

Saranno inoltre vietati gli assembramenti spontanei di più di 15 persone nello spazio pubblico, vale a dire nelle piazze, sui sentieri e nei parchi. Con questo provvedimento s’intende evitare che gli eventi privati vengano trasferiti nello spazio pubblico. Le manifestazioni politiche e della società civile organizzate nello spazio pubblico restano consentite a condizione che siano rispettate le misure di protezione.

Raccomandato il telelavoro

Il Consiglio federale ha integrato l’ordinanza COVID-19 situazione particolare con un capoverso sul telelavoro. I datori di lavoro sono tenuti a seguire le relative raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica. Lavorare da casa contribuisce a ridurre gli assembramenti di persone, in particolare durante le ore di punta, e i contatti ravvicinati sul posto di lavoro. Inoltre, grazie al lavoro da casa si riduce il rischio di dover mettere in quarantena un intero team a seguito di un caso di COVID-19. Dal 19 giugno la gestione dell’epidemia di COVID-19 in Svizzera è di competenza dei Cantoni. La Confederazione si attende da questi ultimi che continuino a effettuare test su vasta scala, garantiscano un tracciamento dei contatti capillare e contribuiscano con misure mirate alla lotta contro l’epidemia.

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