Mascherine, certificati e booster: i Cantoni reagiscono

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Berna, Sciaffusa e Uri si sono mossi con disposizioni interne nel tentativo di arginare la pandemia

Mascherine, certificati e booster: i Cantoni reagiscono
© AP/Laurent Gillieron

Mascherine, certificati e booster: i Cantoni reagiscono

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Dopo la decisione di mercoledì del governo federale di non introdurre per ora nuove restrizioni a livello nazionale contro il coronavirus, i Cantoni si stanno muovendo con disposizioni interne nel tentativo di arginare l’epidemia. Oggi è stata la volta di Berna, Sciaffusa e Uri: le autorità puntano in particolare su mascherine, certificati Covid e dosi di richiamo.

Nel canton Berna, da lunedì le mascherine torneranno a essere obbligatorie negli spazi interni accessibili al pubblico e alle fermate dei mezzi pubblici. Nelle scuole, dovranno indossarla i bambini dal quinto anno e gli insegnanti, ma non verranno reintrodotti i test ripetitivi, in quanto non tutti vi vogliono partecipare.

L’imposizione di mettere la mascherina vale pure per le persone di età superiore ai 12 anni in manifestazioni, mercati, fiere e asili nido. In tutti i casi si applica indipendentemente dalla necessità di esibire un certificato Covid all’entrata. Il governo cantonale, si legge in una nota odierna, ha deciso anche di disporre l’obbligo del pass sanitario per i visitatori di varie strutture, fra cui ospedali, case di riposo, istituti per disabili e giovanili.

A Sciaffusa si possono ora prendere appuntamenti per ricevere la dose di richiamo del vaccino anche sotto i 65 anni. Chi ha dai 16 anni in su e si è sottoposto alla seconda iniezione almeno sei mesi fa può registrarsi, ha annunciato oggi il Dipartimento della sanità cantonale.

Tuttavia, al momento solo il vaccino Pfizer è stato approvato per il cosiddetto «booster». Questo significa che solo le persone al quale è stato somministrato tale preparato possono iscriversi per la terza dose. I vaccinati con Moderna dovranno aspettare, verosimilmente per qualche giorno.

Anche Uri ha deciso di inasprire le regole allo scopo di contenere i contagi, ha riferito la Cancelleria di Stato. Per accedere alle strutture sanitarie e sociali bisognerà avere un certificato Covid - dunque essere vaccinati, guariti o testati - e indossare una mascherina. Eccezioni sono possibili in casi speciali, per esempio quando si fa visita a un parente in fin di vita.

Per quel che concerne il personale, chi non si è vaccinato o è guarito dalla malattia dovrà sottoporsi a un test PCR salivare due volte alla settimana. Stesso discorso, ma una volta ogni sette giorni, per i residenti di questi istituti che si recano all’esterno.

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