Meno auto nei centri urbani: c’è scetticismo

Il sondaggio

Una buona fetta della popolazione svizzera e degli «opinion leader» ritiene che i piani climatici elaborati da diverse città siano sinceri ma irrealizzabili: l’ambiente comunque deve essere la priorità

 Meno auto nei centri urbani: c’è scetticismo
©CdT/Chiara Zocchetti

Meno auto nei centri urbani: c’è scetticismo

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Il 45% della popolazione svizzera e il 30% degli «opinion leader» (politici, imprenditori, personalità dell’economia, della cultura e della scienza) sono scettici sui piani climatici elaborati da diverse città del Paese: li ritengono sinceri ma irrealizzabili. In particolare, soprattutto alla popolazione, non piacciono le proposte per limitare il numero di auto nei centri urbani.

È quanto risulta da un sondaggio realizzato nelle tre principali regioni linguistiche dall’istituto M.I.S Trend e pubblicato oggi dal giornale romando «Le Temps» in occasione della 17esima edizione del «Forum dei 100», conferenza annuale sul futuro della Svizzera in generale e di quella francese in particolare, che si tiene ogni anno all’Università di Losanna su un tema diverso.

In base a tale indagine, i leader d’opinione e la popolazione concordano sul fatto che il rispetto dell’ambiente debba essere la priorità per le città, seguito da un più facile accesso agli alloggi. Un terzo dei primi e il 31% della seconda considerano però che gli obiettivi climatici proposti siano spesso più che altro a sfondo elettorale e poco realisti.

La popolazione mette poi al terzo e quarto posto una maggiore fluidità negli spostamenti e più sicurezza, mentre i leader d’opinione menzionano la promozione dei mezzi di trasporto che non generano effetto serra (a piedi, in bici, ecc) e la creazione di più luoghi di condivisione sociale.

Riguardo in particolare alle misure che concernono la mobilità, ben il 73% dei cittadini e dei leader d’opinione sono favorevoli alla creazione di zone pedonali nei centri urbani. Il tasso raggiunge rispettivamente il 65 e 75% per il servizio di mobilità con l’auto condivisa (car sharing).

È invece invisa la riduzione del numero di parcheggi: in misura del 72% fra la popolazione e del 54% tra i leader d’opinione. Ma non entusiasmano nemmeno il divieto entro il 2030 delle auto a gasolio (60%, 53%), l’aumento delle tasse di parcheggio (71%, 48%), i pedaggi urbani (58%, 49%) e la generalizzazione delle zone con un limite di 30 km/h (56%, 49%). Il trasporto pubblico gratuito, invece, convince gran parte della popolazione (75%) ma poco i leader d’opinione (42%).

Per quanto concerne la spaccatura città-campagna, spesso menzionata negli ultimi anni, il 49% dei leader e il 44% della popolazione credono che aumenterà in futuro.

L’indagine denominata «Sophia» è stata condotta su Internet dall’11 al 24 agosto scorsi, tra 542 romandi, 526 svizzero-tedeschi e 212 ticinesi maggiorenni. Essa ha inoltre interpellato 300 politici, imprenditori, personalità dell’economia e della cultura e scienziati.

Il «Forum dei 100», a cui è iscritto oltre un migliaio di persone, intende essere una piattaforma di dibattito su questioni essenziali per il futuro della Svizzera, e più in particolare della Romandia, nonché dei Paesi limitrofi. A questo scopo, il Forum riunisce personalità di varia provenienza. Deve il suo nome alla lista annuale delle «100 personalità che fanno la Svizzera romanda», pubblicata dal defunto settimanale L’Hebdo in un numero speciale. Creato nel 2005, il «Forum dei 100» è poi stato rilevato dal quotidiano Le Temps nel 2017. La prima conferenza si era tenuta al CERN di Ginevra il 9 giugno 2005. Da allora si è spostata all’Università di Losanna.

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