«Misure antiterrorismo da rafforzare»

Berna

La Commissione della politica di sicurezza degli Stati propone due progetti per ampliare l’arsenale per la lotta al terrorismo

«Misure antiterrorismo da rafforzare»
©CdT/Archivio

«Misure antiterrorismo da rafforzare»

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La Svizzera deve rafforzare il suo «arsenale» per la lotta al terrorismo. All’unanimità la Commissione della politica di sicurezza degli Stati propone al plenum di approvare due progetti governativi volti ad ampliare le misure preventive di polizia e i provvedimenti di diritto penale. In taluni punti, vuole persino spingersi più lontano.

In materia di prevenzione, il Consiglio federale ha proposto un catalogo di misure nei confronti di individui che rappresentano una minaccia, ma che non possono essere oggetto di un procedimento penale.

Sarà per esempio possibile obbligare un sospetto a presentarsi a un posto di polizia a determinati orari, vietargli di lasciare la Svizzera confiscandogli il passaporto, confinarlo in un perimetro determinato o proibirgli l’accesso a un luogo o il contatto con talune persone.

Tali provvedimenti potranno interessare persone già a partire dal dodicesimo anno di età. Il Consiglio federale auspica di limitarli a sei mesi, ma con la possibilità di prorogarli una volta. Con 11 voti contro 1, la commissione vuole che tali misure possano essere prolungate ogni volta di ulteriori sei mesi.

Il progetto prevede che, in ultimo ricorso, sarà possibile pronunciare arresti domiciliari per coloro che hanno più di 15 anni, previo consenso di un giudice. Anche in questo caso, all’unanimità, la commissione vuole che gli arresti domiciliari, limitati a tre mesi, possano essere prorogati ogni volta di tre mesi (anziché due volte per tre mesi).

Stato di diritto

La commissione ritiene inoltre che contro potenziali terroristi, considerati pericolosi, debba poter essere pronunciata una proroga delle misure mediante una decisione formale. In caso contrario, alla scadenza dei provvedimenti l’Ufficio federale di polizia (fedpol) avrebbe le mani legate. Lo Stato di diritto rimarrebbe garantito, perché la persona interessata potrebbe ricorrere contro la decisione, in modo che occorrerebbe adempiere esigenze sempre più elevate dal profilo della proporzionalità, indicano oggi in una nota i servizi del Parlamento.

Con 4 voti contro 3 e 2 astenuti, la commissione propone inoltre che fedpol possa autorizzare deroghe agli arresti domiciliari soltanto per ragioni mediche. Il Consiglio federale l’ha previsto ma anche per motivi professionali, di formazione, di libertà di credenza o famigliari. Secondo la maggioranza commissionale, con queste deroghe si correrebbe il rischio che la misura venga vanificata.

Per la minoranza, gli arresti domiciliari rappresenterebbero già di per sé una misura incisiva, visto che i motivi di deroga offrono la possibilità di garantire la proporzionalità, precisano ancora i servizi del Parlamento.

Con 9 voti e un’astensione, la commissione vuole pure prolungare la durata di conservazione dei dati raccolti nell’ambito della sorveglianza elettronica. Propone che vengano distrutti al più tardi entro dodici mesi anziché 100 giorni dopo la conclusione della sorveglianza.

Il Consiglio degli Stati si pronuncerà sui due progetti durante la sessione invernale delle Camere federali.

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