Morti sulle strade, mai così pochi dal 1940

in svizzera

Nel 2019 il numero dei decessi legati a incidenti della circolazione è sceso per la prima volta sotto quota 200 – I dati evidenziano un significativo miglioramento della situazione e conferma un trend in corso da diversi anni – Il treno è il mezzo di trasporto statisticamente più sicuro

Morti sulle strade, mai così pochi dal 1940
©TI-PRESS/Archivio

Morti sulle strade, mai così pochi dal 1940

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Sintetizzando al massimo, il 2019 è stato caratterizzato da una marcata diminuzione degli incidenti stradali e, soprattutto, da un netto calo del numero delle vittime, sceso per la prima volta sotto quota 200. Questo dato segna un nuovo minimo storico a partire dalla prima rilevazione del 1940 (quando erano stati registrati 459 decessi). Le statistiche sugli incidenti dei trasporti relativi al 2019 – pubblicate nel prontuario statistico dell’Ufficio federale di statistica (UST) – evidenziano nel complesso un significativo miglioramento, a conferma del trend in corso da diversi anni.

Come detto, a fronte di una diminuzione da 18.033 a 17.761 incidenti tra il 2018 e il 2019, il dato che più salta all’occhio è quello dei decessi. Lo scorso anno hanno perso la vita in incidenti della circolazione 187 persone, ossia 46 in meno rispetto al 2018 e 43 in meno rispetto al 2017. A titolo di paragone, dal 1955 al 1984 il numero dei decessi è rimasto stabilmente sopra i 1.000, con il 1971 vero e proprio annus horribilis funestato da ben 1.773 vittime e 29.455 incidenti. Come detto, il 2019 ha visto anche una diminuzione dei feriti gravi, scesi a 3.639 (nel 2018 erano 3873).

Premiato il trasporto su rotaia

Il rischio di rimanere vittima di un incidente mortale mentre si è in viaggio varia notevolmente a seconda del mezzo di trasporto. Secondo la statistica dell’UST, il vettore più sicuro è il treno. Prendendo in considerazione il periodo 2009-2018, è stato calcolato in media un decesso ogni 49,6 miliardi di persone-chilometro percorsi su rotaia. Il rischio di morire in funzione della distanza percorsa aumenta di 55 volte per le vetture da turismo (1 decesso ogni 908 milioni di persone-chilometro percorsi), di 668 volte per le biciclette (escluse le e-bike, un decesso ogni 74 milioni di persone-chilometro percorsi) e di 1.416 volte per i veicoli a motore a due ruote (un decesso ogni 35 milioni di persone-chilometro percorsi).

Le strade svizzere restano in ogni caso tra le più sicure in Europa. Con 27 decessi ogni milione di abitanti (dati del 2018), il nostro Paese è tra quelli con meno morti negli incidenti della circolazione ed è preceduto solo dalla Norvegia, con 20 decessi ogni milione di abitanti. Il Regno Unito si piazza al terzo posto con 28 decessi ogni milione di abitanti.

Ferrovia e aviazione civile

La statistica dell’UST evidenzia anche una diminuzione degli incidenti ferroviari (60 casi per un totale di 17 morti a fronte di 71 casi e 15 morti nel 2018 e 82 casi e 21 morti nel 2017). Per quanto riguarda il trasporto aereo, nel 2019 gli incidenti sono quasi dimezzati rispetto all’anno precedente (62 contro 125, il dato più basso degli ultimi cinque anni). Il numero dei decessi è sceso da 33 a 11, ma va rimarcato che il 2018 è stato un anno funestato dal tragico schianto di uno Ju-52 sul Piz Segnas che ha causato 33 vittime.

Le categorie più a rischio

Spulciando invece i dati pubblicati a marzo dall’Ufficio federale delle strade, emerge un primis che la maggior parte dei decessi ha visto coinvolti degli automobilisti. Il numero di morti nel 2019 si attesta a 65, vale a dire 14 in meno rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda i motociclisti, le vittime sono diminuite da 42 nel 2018 a 30. Anche il numero dei pedoni rimasti uccisi in un incidente è sceso da 43 nel 2018 a 37 nel 2019. Nel 2019 hanno perso la vita 16 ciclisti, vale a dire 11 in meno rispetto all’anno precedente. Come negli anni precedenti anche nel 2019 sono aumentati gli incidenti gravi fra gli utenti di biciclette elettriche, con 11 decessi (12 nel 2018) e 355 feriti gravi (309 nel 2018).

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