Negli ultimi sette giorni meno contagi e meno ricoveri in cure intense

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Secondo il rapporto dell’UFSP il calo è rispettivamente del 13 e del 5% - Il 14% dei pazienti finiti in ospedale non aveva altre malattie rilevanti, l’86% ne aveva almeno una

Negli ultimi sette giorni meno contagi e meno ricoveri in cure intense
© CdT/Gabriele Putzu

Negli ultimi sette giorni meno contagi e meno ricoveri in cure intense

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Negli ultimi sette giorni in Svizzera, con un numero di test per il coronavirus aumentato solo leggermente, i casi confermati in laboratorio sono diminuiti di circa il 13%. Nello stesso lasso di tempo il numero di pazienti in cure intensive è calato del 5% e il numero dei decessi è rimasto stabile a un livello elevato.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), presentato oggi, nella settimana dal 23 al 29 novembre ci sono stati 26.202 casi confermati in laboratorio, il 13,2% in meno rispetto alla settimana precedente. Ciò corrisponde a un’incidenza media di 303 casi ogni 100.000 abitanti.

La percentuale di test risultati positivi è scesa dal 20,8% al 17,6%, mentre le analisi effettuate (somma dei test PCR e di quelli antigenici) sono aumentate dell’1,2%, a quasi 160.000.

L’incidenza è diminuita soprattutto nei cantoni nei quali finora vi erano stati molti contagi, scrive l’UFSP. Nelle regioni con una frequenza meno elevata delle infezioni si osserva invece una sostanziale stabilità.

Nella settimana in esame, l’incidenza per 100.000 abitanti era situata tra 158 di Nidvaldo e 427 del Ticino. In undici cantoni l’incidenza è diminuita, in 15 è rimasta costante.

500 pazienti in terapia intensiva

A causa del coronavirus, 860 persone sono state ricoverate, 273 in meno rispetto alla settimana precedente. Circa 500 pazienti erano in cure intense, il 5% in meno.

Il numero di morti è sceso da 577 a 530, ma poiché sono previste nuove segnalazioni, per ora ancora non pervenute, il numero di decessi risulterà analogo a quello dei sette giorni precedenti.

La quantità di persone in isolamento e in quarantena è rimasta costante.

Dall’inizio dell’epidemia, sono stati raccolti dati completi sulle comorbidità di 12.730 persone ricoverate in ospedale. Secondo il rapporto, il 14% non aveva altre malattie rilevanti, l’86% ne aveva almeno una. Le tre patologie più frequenti sono state l’ipertensione arteriosa (52%), le malattie cardiovascolari (39%) e il diabete (25%).

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