Nel 1985 protagoniste anche le first ladies

Il precedente di 36 anni fa

Nancy Reagan e Raissa Gorbaciova incarnavano le immagini di un mondo diviso a metà

Nel 1985 protagoniste anche le first ladies
Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov a Ginevra nel 1985. © keystone

Nel 1985 protagoniste anche le first ladies

Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov a Ginevra nel 1985. © keystone

Una crociera sul lago per Nancy Reagan, «tra fiori e bandierine rossocrociate». Una visita alla fattoria «Grande Coudre» a Céligny per Raissa Gorbaciova. Mondanità americana contro concretezza russa. È l’immagine che Monica Puffi, inviata del Corriere del Ticino, ci trasmette da Ginevra. Un’immagine vivida delle due «first ladies», che unisce due mondi lontanissimi fra loro. Mondi che stanno però cercando di parlarsi proprio a Ginevra, città che in quel momento ha addosso gli occhi del pianeta. Siamo infatti nel freddo novembre del 1985. I giorni scelti sono martedì 19 e mercoledì 20. In Svizzera, nella città sul Lemano appunto, va in scena un incontro storico fra Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Il primo dopo una vita: le due superpotenze non si incontravano dal 1979. Ma a Ginevra si prova il tavolo delle trattative. Di fronte il presidente degli Stati Uniti e il segretario generale del Partito comunista russo. Il menu? Ricchissimo. Disarmo, conflitti regionali, diritti umani e relazioni bilaterali. Il vertice al tramonto della Guerra Fredda assume subito contorni incerti. Ma i segnali non mancano. E arrivano già con la prima, sensazionale stretta di mano del 19 novembre. Racconta Marzio Rigonalli, un altro inviato del nostro giornale. «Sono le 10.01 quando il presidente Reagan accoglie a Versoix il leader sovietico Gorbaciov, davanti alla villa ‘‘Fleur d’Eau’’, ai piedi della scala d’ingresso. Il saluto fra i due Grandi è franco: la stretta di mano dura alcuni secondi ed è accompagnata da un sorriso contenuto, il sorriso di due uomini che danno l’impressione di conoscersi, di essersi già incontrati, ma che sentono tutto il peso della posta in palio, su cui sono chiamati a discutere e, in un certo modo, condannati ad intendersi». Ricorre, nelle cronache dell’epoca, il concetto della conoscenza reciproca. Senza vedersi, senza sentirsi, i due Paesi si sono studiati fin nei minimi dettagli per decenni. Ed è qui, allora, che entrano di nuovo in gioco Nancy e Raissa. Ricorda ancora Puffi: «Raissa, durante l’ora del tè con Nancy alla missione sovietica, ha dichiarato di aver avuto un colloquio ideale e libero ‘‘assolutamente meraviglioso’’. ‘‘È come se ci fossimo conosciuti - ha detto - da almeno cent’anni’’».

Storiche strette di mano, frasi che lasciano intendere apertura. Mondi distanti eppure così vicini. Con, sullo sfondo, una Ginevra incantata. E che viene ricordata per un successo. Al vertice del 1985, infatti, le due parti decidono infatti di accelerare gli sforzi reciproci e di ridurre del 50% il loro arsenale nucleare. Un passo avanti. L’inizio della fine di una guerra mai scoppiata.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1